Per una vertenza sindacale, i pullman viaggiano rispettando alla lettera tutte le indicazioni stradali Il Comune mette fuorilegge le strutture fisse di bar e pub. Protestano i commercianti Stp, sciopero bianco degli autisti unora e mezzo da Bari a Giovinazzo Passeggeri esasperati per i tragitti lumaca che a volte hanno raggiunto le due ore. Lazienda: difficile sanzionare Ammessi arredi in legno e ombrelloni bianchi: obiettivo migliorare il decoro della città Unora e mezzo in pullman da Bari a Giovinazzo. Sono tempi da record negativi quelli che la Stp, la società di trasporti provinciale, sta registrando da una settimana su alcune linee extraurbane. La responsabilità dei ritardi è dovuta allo "sciopero bianco" che una quindicina di autisti, il dieci per cento dellintero personale dellazienda, sta mettendo in atto per alcune rivendicazioni sindacali, principalmente di tipo economico: in pratica, i pullman viaggiano a velocità limitata, sfiorando in alcuni tratti anche i 20 e 30 km orari. Una situazione che ha provocato la protesta di numerosi pendolari, "costretti - spiega un gruppetto di signore abituali passeggere del bus per Giovinazzo - a dover rientrare a Bari senza aver avuto neppure loccasione di pranzare a casa, perché il pullman impiega anche due ore se si trovano passaggi a livello chiusi e landatura è a una velocità ridicola". In realtà, a essere penalizzati sono gli utenti di più linee, perché gli autisti aderenti alle due sigle sindacali che promuovono lo sciopero, non hanno delle tratte prestabilite e così influenzano vari percorsi. "È indubbio che abbiamo vissuto una settimana molto difficile ma stiamo già ridimensionando il fenomeno - evidenzia lingegnere Francesco Lucibello, direttore di esercizio della Stp - però abbiamo già raggiunto un risultato: un autista è stato sospeso, in quanto non assicurava il servizio e perciò è stato punto dal punto di vista disciplinare". Altre sanzioni saranno però difficili da comminare, perché gli autisti si attengono al codice della strada e alla regolamentazione di velocità di guida e soste. "In questi tipi di protesta è difficile trovare qualcosa che riesca a delegittimarne loperato - ammette Lucibello - ma intanto per evitare ulteriori problemi, stiamo allertando Province e Comuni, affinché riescano a sopprimere alcuni cartelli riguardanti limiti di velocità ormai non più attuali, a cui gli autisti invece si rifanno per giustificare le loro velocità da crociera". Nellattesa, si proseguirà a viaggiare con lentezza. Via i gazebo dalle piazze e dalle strade di Bari. Pub, bar e ristoranti potranno attrezzare i loro spazi esterni solo con ombrelloni bianchi e tavolini di legno. La commissione comunale arredo urbano ha stravolto la bozza di regolamento concordata tra la circoscrizione di Bari vecchia e i gestori dei locali della movida. Un pacchetto di regole studiato per mettere ordine nella giungla delle autorizzazioni per loccupazione del suolo pubblico: tutti i gazebo sorti negli ultimi anni sono stati allestiti in assenza di autorizzazioni e linee guida. E, perciò, adesso rischiano di essere tutti abbattuti. Il nuovo regolamento, nato su iniziativa dalla nona circoscrizione, aveva già ottenuto il via libera degli altri quartieri e attendeva solo di essere approvato in consiglio comunale. Prevedeva la definizione di uno spazio esterno, delimitato da borche di metallo e proporzionale allampiezza del locale. Qui i gestori avrebbero potuto far sorgere dei gazebo rimovibili e coperti da tende. Per adeguarsi i gestori avrebbero avuto a disposizione addirittura cinque anni. Chi non lavrebbe fatto avrebbe rischiato multe e sequestri. Ma la commissione arredo urbano, presieduta dal dirigente dellUrbanistica, Annamaria Curcuruto, ha cambiato le carte in tavola, scatenando lira dei gestori dei locali. «Il lavoro è ancora in corso - ha gettato acqua sul fuoco la dirigente - il nostro apporto, però, va in una direzione chiara: adeguare gli arredi esterni al necessario decoro urbano. I gazebo non sono mai stati inclusi tra le strutture autorizzate e non vedo perché lo debbano essere adesso». Un sostegno alla presidente della commissione arredo urbano è arrivata dalla Sovrintendenza per i beni artistici e paesaggistici che ha già manifestato la volontà di esprimere un parere sul nuovo regolamento. È probabile che per i locali del centro storico arrivino ulteriori e più severe prescrizioni. «Se il nuovo regolamento venisse approvato dal consiglio comunale in questa forma - lancia lallarme il presidente della Circoscrizione Murat - Bari vecchia, Mario Ferorelli - tutti i gazebo saranno fuorilegge e dovranno essere rimossi». Una prospettiva che ha messo in allarme i gestori di bar, pub e ristoranti, pronti alle barricate per salvare uno dei punti forti del loro business. Lultima parola spetterà, comunque, al consiglio comunale: «Per salvare le attività commerciali stiamo già pensando ad un maxi emendamento - annuncia Ferorelli - spero e credo che avrà un adesione bipartisan: queste rigidità ideologiche rischiano di ammazzare un settore fiorente della nostra economia e di scontentare anche i clienti dei locali della città». Le strisce gialle sono comparse il mese scorso insieme ad un segnale di divieto di sosta: "parcheggio riservato alle forze dellordine". Poi il segnale è scomparso ma questi auto continuano ad essere occupati da uomini in divisa. In via Egnatia il parcheggio è un enigma. Tutto lultimo isolato della strada che collega via Dalmazia con il lungomare sembra vietato alla sosta dei comuni cittadini. Sembra ma non è. Da alcune settimane, infatti, lamministrazione comunale ha revocato lordinanza che in precedenza aveva istituite le nuove strisce gialle. "Una questione di rispetto nei confronti degli altri automobilisti" spiegano dal Comune. Che cosa ha causato questa rapida marcia indietro da parte dellamministrazione comunale? Il divieto di sosta è stato rimosso perché leffettivo utilizzo delle strisce gialle non coincideva con le richieste avanzata dalle forze dellordine. In quel tratto di strada, infatti, sorge un grosso edificio, sede delle foresterie e delle abitazioni private dei militari che per motivi di sicurezza e nel rispetto di una circolare ministeriale, hanno chiesto e ottenuto dalla ripartizione Mobilità, che davanti al palazzo non parcheggiassero auto non identificate. Il problema è che quel parcheggio riservato ai militari residenti in via Egnatia era invece utilizzato soprattutto dai dipendenti delle vicine sedi della corpo forestale e dei carabinieri. Per questo il Comune ha rimosso il segnale di divieto e revocato lordinanza. In attesa di un accordo con le forze dellordine, le strisce gialle non sono in vigore. Il problema è che i cittadini che abitano nei dintorni non lo sanno e, per paura di contravvenzioni, girano ancora alla larga da via Egnatia. Quel parcheggio riservato, senza intestazioni, ha fatto sorgere dubbi e sospetti nei residenti di Madonnella. «Molti qui credono tratti di un parcheggio riservato per i giornalisti Rai», racconta una signora. E questa non è lunica leggenda che circola in zona. Adesso, larcano è stato svelato. Su queste strisce gialle possono parcheggiare tutti. Almeno fino a nuova ordinanza. (p.rus.)