Il 24 a Parghelia l'incontro dei Club Unesco della regione per presentare una proposta Paolo Orsi, l'archeologo trentino del secolo scorso innamorato della Calabria e a cui la Calabria deve molto, definì questa regione «una fantasmagoria di marine, di colli, di monti. nei quali sono incastonate le reliquie di grandi ed illustri città greche che la resero famosa.». Vere e proprie «gemme preziose», sia materiali che immateriali, e tra le prime non soltanto di derivazione magno-greca, che fanno di «questa Italia antichissima» uno dei posti più suggestivi della penisola. O, come è stato da più parti e a più riprese sottolineato, un museo a cielo aperto. Eppure appare a dir poco singolare che tra i quarantuno siti e città che il nostro Paese annovera fra quelli considerati patrimonio mondiale dell'Unesco l'Organizzazione delle Nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura non compare alcuna località calabrese. Una "lacuna" a cui cercheranno di sopperire i Club Unesco della Calabria (Reggio Calabria, Cosenza, Lamezia Terme, Palmi) che si riuniranno il prossimo 24 aprile a Parghelia, località balneare a un tiro di schioppo da Tropea. Le quattro associazioni calabresi, assieme agli assessori al Turismo delle cinque Province calabresi e al loro omologo regionale, elaboreranno un'apposita proposta da presentare all'assemblea nazionale della Federazione italiana dei Club Unesco. L'appuntamento è fissato a Cagliari dal 30 aprile al 3 maggio prossimi. Verrà fuori un'istanza formale per innescare la complessa procedura che conduce alla candidatura per l'ambíto riconoscimento internazionale di alcuni fra luoghi, strutture, beni, tradizioni che costituiscono il fiore all'occhiello del patrimonio storico, culturale, paesaggistico, linguistico e naturalistico di questa terra. Dallo Stretto di Messina, caratterizzato dal mito di Scilla e Cariddi, dal fenomeno della Fata Morgana e dalla presenza dei Bronzi di Riace, alla cittadina di Gerace; dal lago Costantino nel cuore dell'Aspromonte all'area grecanica reggina; dall'area archeologica di Sibari a quella di Locri, dal parco di Roccelletta di Borgia con i ruderi di "Scolacium" e Santa Maria della Roccella, al "Codex purpureus rossanensis"; dalla Cattolica di Stilo al monastero di San Giovanni Theresti di Bivongi; dalla chiesetta bizantina di San Marco alla non lontana Santa Maria del Pàtire di Rossano. E altri ancora non meno importanti. Come la chiesetta di Santa Filomena di Santa Severina, la grotta del Romito, con il suo celebre graffito dell'era paleolitica del "Bos primigenius", di Papasidero, i molti manieri medievali che punteggiano il territorio, in particolare quelli ben tenuti di Corigliano Calabro e di Pizzo Calabro, e poi quello che non a torto è ritenuto il più accattivante, sicuramente il più famoso, de Le Castella di Isola Capo Rizzuto. E per finire, la rupe di Tropea, oggi quantomai bisognosa di seri interventi che la preservino da malaugurati ulteriori smottamenti, e la sempre intrigante Colonna di Hera Lacinia nell'omonimo promontorio crotonese. Su tutti questi, e altri tesori di innegabile valore che lo "scrigno Calabria" custodisce, la precedenza per ordine di tempo, e non solo, spetta senz'altro ai due guerrieri di Riace. Il cui iter per una definitiva consacrazione a patrimonio dell'umanità è stato già avviato dalla presidenza del consiglio regionale lo scorso mese di febbraio. L'occasione è stata la giornata conclusiva di un ciclo di studi e di formazione in fatto di beni culturali a Reggio Calabria alla presenza di una delegazione Unesco di Valencia. A fare gli onori di casa, l'allora presidente Giuseppe Bova, il quale ha esortato «gli amici dell'Unesco» di caldeggiare le istanze culturali di un'intera regione e «diventare nostri ambasciatori per far entrare i Bronzi di Riace in un patrimonio di beni storici, artistici e culturali che appartiene indistintamente a tutta l'umanità». Un apposito laboratorio è stato allestito in uno spazio di Palazzo Campanella per un accurato lavoro di restauro delle due prestigiose sculture.
La Calabria orgogliosa dei suoi gioielli
Il 24 aprile a Parghelia, in Calabria, si terrà un incontro dei Club Unesco della regione per presentare una proposta per candidare alcuni siti e luoghi calabresi al patrimonio mondiale dell'Unesco. La Calabria è considerata una "fantasmagoria di marine, di colli, di monti" con reliquie di grandi città greche e un museo a cielo aperto. Nonostante la Calabria abbia 43 siti e città considerati patrimonio mondiale, non è stata ancora inclusa. I Club Unesco calabresi presenteranno una proposta per candidare alcuni dei loro siti, tra cui il parco di Roccelletta di Borgia, la grotta del Romito e le chiese di Santa Maria del Pàtire e di Santa Filomena.
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