Riprende a crescere l'attenzione, anche internazionale, attorno ai "guerrieri" È ormai boom di visitatori a Reggio per quella che è stata battezzata la «clinica dei Bronzi». Sono quadruplicate da dicembre a oggi, nello spazio ricavato all'interno di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, le visite alle due statue bronzee di epoca magnogreca che racchiudono ancora tanti misteri e suscitano rinnovato interesse in ogni angolo del mondo. Al capezzale dei due capolavori, 2400 e oltre anni a testa, adagiati su lettini speciali, operano con strumenti sofisticati e tecnologie all'avanguardia gli esperti in camice bianco del laboratorio di restauro della Soprintendenza archeologica della Calabria e quelli dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il restauro di Roma. In mezzo ai fili e alle sonde di Tac e di strumenti d'indagine diagnostica con monitor e argani di sollevamento che lavorano a pieno ritmo, separati solo da una vetrata dal pubblico dei visitatori, i due speciali pazienti raccontano attraverso bip e tracce elettroniche la loro storia bimillenaria. «Abbiamo completato le indagini gammagrafiche attraverso le quali si è potuto penetrare nella composizione delle terre di fusione residue dice Pasquale Dapoto, direttore del laboratorio di restauro della Soprintendenza archeologica reggina e adesso aspettiamo i risultati delle lastre della Tac che è stata eseguita con particolari accorgimenti. Seguirà, a breve, l'indagine chimica esterna e interna sui materiali, le terre di fusione, che sono alla base alle tecniche di realizzazione dei bronzi. Da qui si potranno avere importanti informazioni sulle tecniche adoperate nel periodo. Si procederà poi con fotografie endoscopiche che contribuiranno a rendere più chiaro il quadro della situazione complessiva delle due opere. Al momento possiamo dire che i due "guerrieri" sono in ottime condizioni. Solo qualche acciacco, qualche fluorescenza dovuta all'età ma nessun particolare problema: malgrado i secoli godono di una discreta salute». A circa cinque mesi dall'allestimento del laboratorio, nella sala Federica Monteleone di Palazzo Campanella, sono i numeri a dare il senso della crescita di interesse verso i due capolavori: a fine marzo è stato toccato il picco di 5.300 visite e i dati del week-end di Pasqua indicano circa mille presenze. «Sì, possiamo parlare di un autentico revival di interesse per i Bronzi di Riace conferma Dapoto un ritorno di fiamma ancora più straordinario se si tiene conto dell'assopimento cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Rispetto alle medie dei visitatori nel Museo nazionale siamo a quattro volte tanto. Moltissimi, poi, sono i visitatori stranieri, soprattutto tedeschi e giapponesi, così come si nota un crescendo di interesse anche da parte delle scolaresche che non sono più solo quelle della provincia. Arrivano richieste continue da parte di istituti scolastici di altre regioni». Intorno alle due statue e ai loro misteri cresce, di pari passo, l'interesse scientifico della comunità internazionale di esperti e accademici. A fine mese una équipe dell'Università di Tokio sarà a Reggio per seguire le fasi del restauro. I tempi di restituzione delle opere alla fruizione dei visitatori nella loro sede naturale, una volta completato il nuovo check up, sono già stabiliti. Entro la fine dell'anno, a dicembre, si completeranno gli interventi di maquillage del Museo piacentiniano della Magna Grecia. Per gennaio e febbraio 2011 sono previsti studi mirati alla realizzazione del nuovo basamento ad alta tecnologia che reggerà le statue e, per marzo, si potrà procedere all'esposizione dei Bronzi nel Museo della Magna Grecia rinnovato.