il pd critica bondi «Un decreto sbagliato sia nel metodo che nel merito, e che mette in difficoltà alcuni grandi teatri, tra cui il Carlo Felice di Genova». Roberta Pinotti, senatrice del Partito democratico, annuncia battaglia contro la riforma dei teatri lirici firmata Sandro Bondi. «Il ministro dei Beni culturali, illustrando in Parlamento le linee guida di riordino delle fondazioni liriche, aveva assicurato che non ci sarebbe stata nessuna sperequazione tra enti di "serie A" e altri enti di "serie B". È accaduto il contrario». Il primo articolo del decreto riconosce un «particolare interesse nazionale nel settore lirico-sinfonico per il Teatro alla Scala di Milano e l'Accademia nazionale di Santa Cecilia». Riconoscimento che lo stesso commissario del Carlo Felice, Giuseppe Ferrazza, ha definito «un vantaggio per tutti. La Scala e l'Accademia sono diverse dalle altre fondazioni e questo non lo dice il decreto, lo dice la loro storia». Per Roberta Pinotti, e per il sindaco di Genova Marta Vincenzi, invece, il teatro lirico genovese rischia di essere penalizzato dal decreto: «Il Carlo Felice - dichiara la senatrice - vive una situazione di sofferenza storica, dal momento che i finanziamenti dedicati non sono mai andati incontro ad una rivalutazione, nonostante sia diventato nel tempo una struttura molto più imponente e nonostante lo sforzo rilevante di sostegno da parte delle amministrazioni locali». Diversa l'opinione di Ferrazza, che giudica insufficiente il sostegno da parte di enti pubblici e aziende private locali. Nel 2008 il Carlo Felice ha ricevuto oltre 15 milioni e 600mila euro dallo Stato, 1 milione dalla Regione, 5 dal Comune, 100mila euro dalla Provincia, e poco più di 2 milioni e mezzo dagli sponsor privati. Chiudendo il bilancio del 2008 con un rosso di oltre 10 milioni. Un disavanzo strutturale che il teatro si trascina da anni.F. Mar.