Accade di frequente che azioni umane volte a raggiungere determinati risultati, ritenuti generalmente positivi, producano effetti opposti, inizialmente non previsti. Nel gergo tecnico, agli effetti non intenzionali di azioni intenzionali si dà il nome di eterogenesi dei fini. Questo concetto si adatta alla perfezione allormai annosa controversia sulla strada statale 275 (oggi alle 11 presso le Officine Cantelmo di Lecce conferenza stampa del Comitato che si oppone alla realizzazione di una superstrada a 4 corsie tra Montesano e S.M. di Leuca). La nuova arteria dovrebbe consentire di coprire in modo più sicuro e veloce i circa 40 km che collegano Maglie a Leuca. La questione è tornata alla ribalta a seguito della sentenza del TAR di Lecce che, accogliendo il ricorso presentato dalla Regione e da alcune associazioni di cittadinanza attiva del Sud Salento, ha sospeso il provvedimento di realizzazione dellopera nellultimo tratto di 7 km, da Alessano a Leuca. Tutti convengono che nel primo tratto (tra Maglie e Montesano) il tracciato presenta una strozzatura che rallenta lo scorrimento del traffico e non garantisce la sicurezza degli automobilisti. Di conseguenza, tutti sono daccordo sullopportunità di attrezzare questo tratto di strada a 4 corsie, fatte salve le necessarie cautele in ordine allimpatto paesaggistico e ambientale dellopera. Così sarà garantita sia la fluidità del traffico che la sicurezza degli automobilisti. I problemi diventano più complessi nel tratto rimanente, tra Montesano e Leuca. Resta il problema della sicurezza mentre è molto meno pressante quello della fluidità, dato che da qui in avanti i percorsi per raggiungere Leuca si diramano in due direzioni parallele. Emerge però con evidenza la questione dellimpatto paesaggistico e ambientale di una strada che, nelle intenzioni di tutti i contendenti, dovrebbe favorire anche lincremento dei flussi turistici nel Capo di Leuca. E a questo punto che diventa stringente il tema delleterogenesi dei fini. Infatti, seppur animato delle migliori intenzioni di questo mondo, il progetto originario della 275 rischia di produrre effetti non desiderati, ma non per questo meno disastrosi. Siamo sicuri che il problema della sicurezza non possa essere affrontato con un tracciato meno invasivo delle 4 corsie? E siamo sicuri che una strada a scorrimento veloce sia coerente con la crescita dei flussi turistici? Ed è così fuori luogo chiedersi se la realizzazione di unopera di quelle dimensioni non corra il rischio di compromettere quelle stesse risorse naturalistiche e paesaggistiche che sono a fondamento dello sviluppo turistico di un territorio? Insomma, cosa cè di sbagliato nel chiedersi se non sia possibile coniugare la garanzia della sicurezza e la difesa della bellezza? Se è giusto richiamare gli oppositori delle 4 corsie alle ragioni della sicurezza, non è altrettanto legittimo invitare i difensori di questa arteria a considerare il valore della bellezza? E nelle loro menti non dovrebbe almeno insinuarsi il dubbio che costruire una superstrada nel Capo di Leuca potrebbe essere come tagliare il ramo dellalbero sul quale noi tutti siamo seduti? commissario Apt Bari