Gli organizzatori dellevento: conti in rosso, senza il capolavoro avremmo chiuso «Se la famiglia Doria Pamphilj ha cercato lo slancio con Caravaggio, forse imprudentemente, è solo perché cè una verità: Palazzo del Principe rischiava la morte tecnica. Qui non siamo in via Garibaldi, ogni anno ci leccavamo le ferite tra le spese per il personale e quelle per il funzionamento, tra i flop dei biglietti cumulativi con altre realtà della città e la distanza dal resto dei circuiti turistici»: non ci sta, la direzione di Palazzo del Principe di Genova, ad essere al centro del "caso Caravaggio" e liquida la vicenda: «La mostra è aperta, il Caravaggio è qui: dovè la notizia?». La notizia, trapelata nei giorni scorsi, è lapertura di un fascicolo da parte della procura di Roma, a carico di ignoti, sulla mostra "Caravaggio e la fuga", inaugurata al Palazzo del Principe di Genova il 26 marzo scorso. I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico stanno lavorando sullipotesi di reato, finora a carico di ignoti, di "spostamento illecito di opere darte". Perché il capolavoro "Riposo durante la fuga in Egitto" di Caravaggio e le altre settanta opere che compongono la mostra allestita a Palazzo del Principe, sarebbero stati spostati da Roma a Genova senza tutte le necessarie autorizzazioni della soprintendenza dei Beni artistici di Roma (e del ministero per i Beni culturali). Costerebbe una salata contravvenzione, lillecito. Lopera di Caravaggio, così come le altre esposte sono di proprietà della famiglia Doria Pamphilj, e custodite nel palazzo Doria Pamhilj di via del Corso a Roma. La destinazione del loro viaggio è ancora una proprietà Doria Pamphilj, il Palazzo del Principe fatto costruire da Andrea Doria e decorato dal grande pittore cinquentesco Perin Del Vaga. A organizzare "Caravaggio e la fuga", poi, è stata la società Arti Doria Pamphilj, presieduta dalla principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj e lesposizione pensata e curata da suo marito, Massimiliano Floridi. «Ci sono i soliti malevoli che mettono in giro strane storie, la realtà è che tutto è stato fatto alla luce del sole: le opere si sa dove sono custodite ed è stato reso noto dove venivano trasferite e perché, questa mostra ha avuto e ha visibilità internazionale, e infatti i carabinieri hanno verificato tutto questo», proseguono dal Palazzo del Principe. E sotto lo sguardo dei Giganti, in uno dei saloni rimbomba: «Sembra assai strano che a novembre, quando sono state consegnate in soprintendenza a Roma le carte che informavano della mostra che si sarebbe tenuta a Genova, compresa la presenza del Caravaggio, nessuno abbia eccepito. E che fino a Pasqua di questanno, nessuno abbia sollevato alcun dubbio sulle informazioni che sono state fornite sulle opere: poi però sono arrivati i carabinieri». (m. b.)