Meno soldi agli enti lirici, appello del sindacato: "Genova si mobiliti" Il caso Carlo Felice Il decreto del ministro della Cultura prevede anche il blocco del turnover: vietate le assunzioni a tempo indeterminato Se il decreto legge Bondi sulle fondazioni lirico-sinfoniche passerà senza subire cambiamenti, i dipendenti del Carlo Felice di Genova rischiano di avere lo stipendio complessivo decurtato di un 20. È questa una delle disposizioni del decreto legge - il cui testo Repubblica è in grado di anticipare - , che ha scatenato una durissima protesta sindacale, che sarà approfondita oggi dalle organizzazioni sindacali nazionali unitarie alla Scala di Milano. E intanto Fials, Snater e Uilcom lanciano a Genova un "appello alla città" perché tutti si mobilitino nella difesa del teatro lirico genovese. La riduzione dello stipendio complessivo sarebbe una conseguenza della riduzione del 50 del "trattamento economico aggiuntivo, derivante dalla contrattazione integrativa aziendale" a partire da un anno dopo lentrata in vigore del decreto Bondi. Un "trattamento aggiuntivo" che nel caso del Carlo Felice è stato calcolato in circa il 34 dello stipendio complessivo. Ridurlo della metà significherebbe tagliare dunque il 17 circa. Questa riduzione non scatterebbe se nel frattempo fosse firmato il nuovo contratto nazionale di lavoro (che manca da due anni). Ma qui scatta laltra tagliola per i dipendenti: con lentrata in vigore del nuovo contratto nazionale, i contratti integrativi aziendali in contrasto con il contratto nazionale «non possono essere applicati e vanno rinegoziati fra le parti». Ma non basta: il taglio ai costi del personale porterà anche al «divieto di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato», bloccando di fatto il turn over. E ancora: a partire dal 2013 le assunzioni a tempo indeterminato dovranno essere effettuate solo con lautorizzazione del ministero e saranno contingentate. I nuovi dipendenti dovranno cioè costare al massimo quanto quelli usciti lanno prima e il numero dei nuovi entrati non potrà essere superiore a quello di chi se nè andato. Ma non è finita: «Le assunzioni a tempo determinato - recita il decreto - , a copertura dei posti vacanti in organico, non possono superare il 15 dellorganico approvato», ad eccezione dei lavoratori "aggiunti". Inoltre il decreto impone alle Fondazioni labolizione delle cosiddette "liste di prelazione", vale a dire le graduatorie per la selezione di personale a tempo determinato. Cancellate dunque le "liste di prelazione" esistenti, le fondazioni procederanno alla formazione di nuove graduatorie. Si è già parlato ampiamente, grazie alle indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi, del ruolo di rilievo che verrà giocato nel futuro panorama lirico-sinfonico dalla Scala di Milano e dallAccademia di Santa Cecilia di Roma. Quanto però alla ridefinizione del Fus, Fondo unico per lo spettacolo, il decreto resta nel vago. Non si fa cenno allammontare del Fus stesso e alla percentuale di questo che verrà assegnata alle Fondazioni lirico-sinfoniche. Dopo che il decreto sarà entrato in vigore, il ministero dei beni culturali avrà tre mesi di tempo per fissare i «criteri selettivi di assegnazione dei contributi». Tra questi il decreto indica «i livelli qualitativi e limportanza culturale della produzione, la regolarità gestionale degli organismi, nonché gli indici di affluenza del pubblico». Questultimo criterio lascia supporre che le fondazioni privilegeranno le opere popolari, a discapito della musica più "difficile", per attirare maggiormente il pubblico. In attesa intanto delle decisioni che oggi assumeranno le organizzazioni sindacali riunite a Milano, ieri i sindacati autonomi del Carlo Felice, insieme alla Uil, si sono rivolti con un appello pubblico «a tutti i parlamentari liguri, al presidente Claudio Burlando, al sindaco Marta Vincenzi, a tutte le forze culturale e produttive e a tutti i cittadini di Genova e della Liguria, affinché - sullesempio di quanto sta accadendo in queste ore in tutte le città italiane - si mobilitino in prima persona nella difesa del teatro cittadino e dellintero patrimonio storico, artistico e culturale costituito dalle fondazioni lirico-sinfoniche italiane, e affinché sostengano con attiva solidarietà tutte le iniziative di lotta che a breve i lavoratori saranno chiamati ad adottare».
LIGURIA - Il caso Carlo Felice - Bondi taglia gli stipendi dellorchestra
Il decreto legge del ministro della Cultura prevede tagli significativi per le Fondazioni lirico-sinfoniche, tra cui il Carlo Felice di Genova. I dipendenti del teatro rischiano di avere lo stipendio complessivo decurtato del 20%. Il decreto impone anche il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato e introduce nuove regole per le assunzioni a tempo determinato. Le Fondazioni dovranno rinegoziare i contratti integrativi aziendali con il nuovo contratto nazionale di lavoro. I sindacati hanno lanciato un appello alla città di Genova per mobilitarsi nella difesa del teatro lirico genovese.
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