Secondo il ministero crescono le donazioni delle aziende. Ma il mecenatismo non è solo italiano Carte italiana finanziata dall'estero Da imprese straniere fondi per 15 miliardi di euro ai beni culturali L'arte italiana può contare sul sostegno delle imprese straniere. Non solo su quello delle ditte italiane. Accanto agli investimenti e alle donazioni nostrane, infatti, che solo nel 2003 hanno raggiunto quota 17 milioni di euro, vi sono fondi provenienti dall'estero (imprese, attori e addirittura regnanti) che nello stesso anno hanno raggiunto ì 15 milioni di euro, destinati al restauro di pitture e sculture, alla ristrutturazione di chiese e cappelle, all'organizzazione di concerti e altri eventi di spettacolo. Alcuni nomi? Packard Humanities Institute, Daimler Chrysler Italia, Mel Gibson, re Alberto II del Belgio. Solo la prima, per esempio, ha investito circa 3 milioni di euro in interventi di conservazione e valorizzazione del sito archeologico di Ercolano. Ma andiamo per ordine. Nel 2003 (terzo anno di introduzione della norma che consente la piena deducibilìtà dal reddito d'impresa delle erogazioni liberali nel settore dei beni culturali e dello spettacolo: art. 65, comma 2, del Tuir, modificato dall'art. 38 della legge 3422000), sono state effettuate donazioni per 17 milioni di euro, circa 2 milioni in più rispetto al 2002. Dai dati diffusi di recente dal ministero per i beni e le attività culturali emerge che i finanziatori prediligono il settore dello spettacolo, che solo l'anno scorso ha beneficiato del 61 delle erogazioni. Ma sono aumentate anche le erogazioni liberali nel settore dei beni culturali, passate dal 35.9 al 39. Delle donazioni hanno beneficiato soprattutto gli enti lirici e le istituzioni musicali, quali il Teatro alla Scala, l'Arena di Verone, l'Accademia nazionale di Santa Cecilia, l'Orchestra Guido Cantelli di Milano, l'Orchestra sinfonica e coro Giuseppe Verdi di Milano, la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, la Fondazione Teatro Regio di Torino, la Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona, la Fondazione Teatro delle Muse di Ancona e la Fondazione Teatro Comunale di Modena. Anche gli enti locali hanno utilizzato le risorse private in aggiunta ai fondi pubblici. In Veneto, per esempio, ben 17 comuni hanno ottenuto finanziamenti privati a sostegno di programmi culturali (fra l'altro, Bassano del Grappa, che ha potuto organizzare una mostra su Canova). Anche alcune grandi istituzioni culturali, come La Triennale di Milano, la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. l'Istituto italiano di studi storici di Napoli, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, la Fondazione Russia cristiana, la Fondazione Federico Zeri, l'Associazione Amici di Brera e dei Musei milanesi, il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, il Fai e la Fondazione Trussardi hanno beneficiato di finanziamenti a sostegno di progetti di carattere culturale. La Lombardia è stata la regione che ha attratto maggiori finanziamenti privati, avvicinandosi al 50 delle erogazioni complessive. Tra i finanziatori: Intesa Bci, Banca nazionale del Lavoro, Banca popolare di Milano, Banco popolare di Verona e Novara, Banca popolare Adriatico, Banca popolare di Ancona, Unicredito italiano, Cariprato, Assicurazioni Generali, Enel, Aem, Gruppo Editoriale L'Espresso, Gambero Rosso Editore, Feltrinelli Editore, Beni Stabili, Koelliker Gestioni, Lottomatica, Trs Evolution, Ditta Pontoglio, Trussardi, M.M. Automobili Italia, Fineldo, Sea, Asm, Aeb, Acraf, Ferrovie dello Stato. Per quanto riguarda la ripartizione geografica del mecenatismo nostrano, che vede in testa banche e istituti di credito, seguiti da grandi enti e gruppi industriali, emerge che essa è in dipendenza della dislocazione delle aree a più forte vocazione industriale o sedi dei grandi gruppi bancari italiani. In cima alla lista, come accennato, vi è la Lombardia, con 7.987.090 euro, che da sola contribuisce al 47 del totale, seguita dal Veneto con 3.340.156 euro (19,72) e dal Lazio con 3.071.908 euro pari al 18,14. Distanziati, seguono gli imprenditori dell'Emilia Romagna, con 910 mila euro (5,38) e delle Marche con 642.984 euro pari al 3,80 del totale. I FINANZIAMENTI DALL'ESTERO Accanto alla citata Packard Humanities Institute, diverse sono state le ditte estere, ma in genere gli stranieri, che hanno finanziato l'arte e la cultura italiane. La Fondazione americana Kacyra, per esempio, ha finanziato il restauro di pitture murarie a Pompei, mentre la Daimler Chrysler Italia da tre anni, in collaborazione con la Fondazione Pro Musica e Arte Sacra organizza concerti con grandi orchestre mondiali e interpreti internazionali per finanziare restauri del patrimonio religioso italiano. Grazie a un loro sostanzioso contributo, proprio quest'anno tornerà all'antico splendore il ciclo di affreschi di Ludovico Seitz nella Cappella Tedesca del santuario Mariano di Loreto, dove a settembre è atteso Giovanni Paolo II. Fra i mecenati, vi è anche il magnate giapponese Tetsuya Kuroda, che ha contribuito, con 1.500.000 euro al finanziamento del restauro del ciclo degli affreschi trecenteschi di Agnolo Gaddi nella cappella maggiore della Basilica di Santa Croce a Firenze. Tra i finanziatori dell'arte italiana, vi sono anche i reali del Belgio, re Alberto II e la regina Paola Ruffo di Calabria, che hanno donato, a proprie spese, la pavimentazione della restaurata chiesa di Santa Marina a. Salina, meta ricorrente per le loro vacanze in Italia. Ancora. Reinhold Wurth, presidente del colosso tedesco, leader mondiale dei sistemi di fissaggio che ha contribuito con un assegno da 2,5 milioni di euro al restauro della Cappella Palatina, all'interno del Palazzo dei Normanni, a Palermo. Dominic Martini, produttore di vini irlandese che vive in America, ha voluto finanziare l'apertura di un museo joyciano a Trieste in coincidenza con le celebrazioni dei 100 anni dell'arrivo di Joyce nella città. Vi sono poi i 100 mila dollari dell'American Express, destinati, tramite il World monuments found, al recupero del Ponte delle Catene a Bagni di Lucca; nonché i 150 mila euro che la fondazione olandese Ars Longa ha destinato ai restauro del David di Michelangelo. Infine, la multinazionale dei cosmetici, Estée Lauder, che ha finanziato un delicato e costoso restauro della tela di Venere e Amore del Ghirlandaio, e l'iniziativa di un gigante della gioielleria mondiale. Henry Wmstori, che ha organizzato una festa a Venezia a Palazzo Giustinian Recanati, facendo trasportare pietre preziose per 2.500 carati del valore di diversi milioni di euro, per raccogliere fondi da destinare al restauro di opere e monumenti. I mecenati italiani... IntesaBci, Banca nazionale del Lavoro, Banca popolare di Milano, Banco popolare di Verona e Novara, Banca popolare Adriatico, Banca popolare dì Ancona, Unicredito italiano. Carìprato, Assicurazioni Generali, Enel, Aem, Gruppo editoriale L'Espresso, Gambero Rosso Editore, Feltrinellì Editore, Beni Stabili, Koelliker Gestioni, Lottomatica, la Trs Evolution, Ditta Pontoglio, Trussardi, M. M. Automobili Italia, Fìnecho, Sea, la Asm, la Aeb, Aerai, Ferrovie dello Stato. Teatro alla Scala, Arena di Verona, Accademia nazionale di Santa Cecilia. Orchestra Guido Cantelli dì Milano, Orchestra sinfonica e coro Giuseppe Verdi di Milano, Fondazione Teatro «La Fenice» di Venezia, Fondazione Teatro Regio di Torino, Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona, Fondazione Teatro delle Muse di Ancona, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Triennale di Milano, Fondazione Giorgio Cini di Venezia, Istituto italiano di Studi storici di Napoli, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Russia cristiana. Fondazione Federico Zeri, Associazione Amici di Brera e dei Musei milanesi, Centro per l'arte contemporanea Luigi Pece di Prato, Fai, Fondazione Trussardi ...e quelli stranièri Packard Humanities Institute. DaimlerChrysIer Italia, Fondazione Kacyra..Reinhold Wurth, Dominic Martim, American Express, Fondazione Ars Longa, Estee Laudar, Henry Winston. Mei Gibson, Tetsuya Kuroda, re Alberto II del Belgio Sito archeologico di Ercolano, ciclo affreschi di Ludovico Seitz nelle Cappella tedesca del Santuario marano di Loreto, ciclo di affreschi trecenteschi di Agnolo Caddi nella cappella maggiore della Basilica di Santa Croce a Firenze. Chiesa di Santa Marina a Salina (pavimentazione), Cappella Palatina nel Palazzo dei Normanni a Palermo. Museo Joyciano a Trieste, Ponte delle catene a Bagni di iucca, David di Michelangelo, tela «Venere e Amore» del Ghirlandaio ItaliaOggi 07-AGO-2004 Cultura, crescono le sponsorizzazioni DI LOREDANA CAPONIO Crescono le imprese che finanziano e sponsorizzano il mondo della cultura. Secondo i dati elaborati da StageUp. coni Tns Abacus, le attività di promozione dei beni e delle iniziative culturali rappresentano il 30-35- del mercato totale delle sponsorizzazioni, mercato con un volume d'affari complessivo pari a 1,6 miliardi di euro. Secondo stime presentate nel corso di un convegno a Ferrara in tema di marketing e cultura (si veda Italia Oggi del 26 marzo), le imprese impegnate in attività di sponsorizzazione di arte e cultura sono già il 57 del totale, mentre solo dieci fa erano ancora il 10. Vari sono i colossi aziendali che hanno deciso di investire nelle attività sociali e culturali. Telecom, per esempio. Che ha investito nel 2003 circa 30 milioni di euro in cultura e sport, e che è deciso a fare altrettanto nel 2004 con un fitto programma di marketing sociale. Con il Progetto Italia, l'azienda ha presentato un programma di attività tra cultura, sport e solidarietà. Anche Ethicon, società del gruppo Johnson Johnson, per promuovere il brand ha scelto la via dell'arte, sponsorizzando mostre ed esposizioni di pittori del calibro di Salvador Dalì e Vincent van Gogh. Anche Enel si è affidato alla cultura per fidelizzare i clienti, accendendo la passione degli italiani per la musica classica allestendo 40 concerti fino al 2005, oltre che in piazze e teatri, anche nelle centrali elettriche.