Domenica scorsa sono andato a visitare la mostra archeologica ai Musei Capitolini e sono rimasto impressionato dalla bellezza delle opere esposte e anche dal fatto che diverse di queste, veri e propri capolavori, provengano da Musei cosiddetti minori come l'archeologico di Chieti, di Teramo, di Formia, di Ceprano, di Osimo e di Palestrina solo per citarne alcuni. Se le opere potessero parlare credo che ci trasmetterebbero il loro stupore e la loro meraviglia nel vedersi ammirate da così tante centinaia di migliaia di occhi. Questa frammentazione e polverizzazione del sistema museale italiano ritengo che rappresenti la grande e straordinaria ricchezza oltreché unicità del patrimonio storico artistico presente nel nostro Paese. In Italia la fondamentale attività di valorizzazione e di promozione del patrimonio deve passare necessariamente attraverso la valorizzazione e la promozione dei piccoli Musei che ahimè attraggono ancora troppo pochi visitatori ma che attraverso operazioni culturali di ampio respiro come questa in corso di svolgimento ai Musei Capitolini vedono indirettamente poste le loro collezioni al centro dell'attenzione del grande pubblico. Una Mostra come questa rende un servizio eccellente alla promozione e alla diffusione del nostro patrimonio e del nostro territorio molto più di tante altre iniziative che sembrano meglio collocarsi all'interno del cosiddetto «Mostrificio» che tanto va di moda e che rivolge la maggior attenzione ai facili incassi del botteghino.