Lectio magistralis a Tre real estate del progettista inglese. Assoimmobiliare: investire nei land marker Venezia cerca la sua torre icona per il suo rilancio economico e turistico. L'esempio del museo Guggenheim di Bilbao griffato Frank O Gehry docet in materia di investimenti immobiliari con ricadute positive per l'attrattività turistica. E la Vela di Dubai, il grattacielo-hotel icona turistica degli Emirati Arabi Uniti, progettato da Tom Whright, progettista del più importante studio di real estate, ingegneria, architettura del mondo, il londinese Atkins, e costato un miliardo di dollari, pari 1,3463 milioni di euro, è stato capace di far conoscere in tutto il mondo la città degli Emirati. Whrigh, invitato a Venezia da Alessandro Chili, direttore delle relazioni internazionali di Tre, il salone del real estate per il turismo, organizzato da Expovenice presieduta da Piergiacomo Ferrari, che ha chiuso i battenti domenica all'Arsenale, ha tenuto una lectio magistralis nei padiglioni della fiera per celebrare il decimo compleanno del suo avveniristico, per l'epoca, albergo-torre più alta del mondo, all'epoca, 321 metri. Un investimento che, ha spiegato, ha prodotto il 40 di redditività. Lo studio Atkins sta progettando Torri icona a Seul, in India a Mumba, a Singapore.Tom Whrigh, bloccato a Venezia dalla nuvola del vulcano islandese, non si è mai separato dal penna e taccuino dove indefessamente buttato giù schizzi di torri sinuose. Un progetto per Venezia? «No», ha smentito, né per il veneto, né per l'Italia.Ma tant'è che a Venezia pensa di realizzare la sua torre. E forse a qualcuno è venuto in mente di farne una icona, magari griffata (si veda l'articolo a fianco. La necessità di investire in opere attrattive griffate dalle archi-star, oltre che in infrastrutture, è stata sostenuta da Assoimmobiliare presieduta Gualtiero Tamburini, che ha ricordato, nel convegno di Tre «Il contributo dell'industria immobiliare al turismo», la fragilità del sistema turistico italiano, e le sue criticità, con la persistenza di un'offerta poco qualificata, la stagionalità e lo squilibrio territoriale con la concentrazione del 50 del prodotto turistico al Nord e risorse sottoutilizzate al Sud. Il giro d'affari che il turismo potrebbe incrementare in Italia, grazie a politiche capaci di aumentarne l'attrattività, è una torta da conquistare che vale all'incirca 30 miliardi di euro, secondo le cifre dell'Onu (UnWto) riportate da Roberto Spingardi, presidente di Italia Turismo, nel convegno di Tre Expo. Italia Turismo è la società del gruppo Invitalia, l'agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa. Attraverso la controllata Italia Turismo, è impegnata a sviluppare «il più grande progetto italiano di turismo integrato per un investimento complessivo di oltre 200 milioni di euro nel triennio 2009-2011», ha detto Spingardi, un accordo di programma che punta sui golf resort, il termalismo integrato con la riqualificazione di alberghi in spa, wellness e health hotel, e i villaggi turistici. L'obiettivo è la riqualificazione di asset turistici con particolare attenzione alle regioni del centro Sud (Calabria, Puglia, Sicilia e Campania). Italia Turismo gestisce otto resort in Italia per 6 mila posti letto e a Tre Expo ha presentato i progetti per la realizzazione di altri tre, a Sciacca, in Sicilia, a Sibari e Simeri a Calabria, tappe del progetto pilota «Magna Grecia» dedicato al golf che coinvolgerà Puglia, Basilicata, Sicilia. Un ulteriore contributo alla soluzione delle criticità del turismo può arrivare dai servizi offerta dal facility management, ha detto Mariantonietta Lisena, direttore generale di Ifma Italia, capitolo italiano del Facility management International. Il settore del facility management ha ripreso a crescere. Forte di fatturato nel 2008 di 32,4 miliardi di euro, di fronte alla domanda potenziale complessiva nel 2009 di 42,8 miliardi, il «facility management allarga adesso ancora più il suo orizzonte guardando con sempre con sempre maggiore interesse turismo», ha concluso Lisena, «con l'intenzione di accogliere e soddisfare le esigenze e le potenzialità di un settore che vale 115 miliardi di euro».