Tutti sappiamo che qualsiasi lavoro edile nelle nostre abitazioni, negli edifici dove abitiamo, nelle strade o, ancor più, qualsiasi opera di trasformazione urbana che coinvolga un intero quartiere, genera disagi, pur consci dei vantaggi che il singolo e la collettività possono trarne. Ognuno di noi pertanto pensa al beneficio futuro e affronta i lavori e le problematiche che essi possono comportare con uno spirito collaborativo e talvolta di serafica sopportazione. In questa ottica, nella maggior parte delle collettività democratiche e «civili», senza dubbio più avanzate di quella napoletana, prima di affrontare operazioni di trasformazione urbana, realizzate dall'ente pubblico o da privati, la cittadinanza, sia attraverso associazioni che attraverso i singoli, viene coinvolta e resa partecipe, ai fini di una completa visione delle problematiche inerenti i lavori non solo sul piano architettonico, ma anche funzionale e logistico, sia con informative sui progetti, sia proprio con l'esplicazione di questi. Il cantiere in piazza Muzii Con questo spirito, in gran Bretagna, in diversi casi negli Stati Uniti, in Germania, in Francia e in molte altre località, i Comuni hanno dei luoghi definiti talvolta Casa dell'Architettura della città, dove con disegni, plastici, rendering, fotomodelli, filmati, vengono esposti i progetti di nuove architetture, di trasformazioni urbane, di infrastrutture, per consentire a tutti i cittadini, a prescindere dal loro bagaglio culturale, di poter comprendere i futuri lavori e di poter partecipare alle trasformazioni della città. I nostri amministratori comunali hanno sempre ignorato tale procedura democratica, anche quando è stata richiesta fortemente da associazioni di categoria quali l'Aniai, che riunisce con scopi culturali ingegneri e architetti e che si interessa delle trasformazioni del territorio. In questo modo quelle rare opere che riescono a superare il paralizzante e complesso iter burocratico di farraginose normative, mai frutto dei tanto agognati concorsi di progettazione, o sono il prodotto di incarichi diretti al personaggio di turno dello star system internazionale che cala dall'alto la propria opera e «sparisce» è il caso di tutte le stazioni della metropolitana di Napoli , oppure comportano la presenza di imponenti cantieri senza che la cittadinanza sia informata sulle opere da realizzare, sui disagi ai quali sarà sottoposta e sui benefici che ne potrà trarre, così da poter esprimere un giudizio preventivo. Ciò è quanto accade con il cantiere avviato all'improvviso nei giorni scorsi in piazza Muzii all'Arenella e che ha comportato la deviazione e la paralisi totale del traffico, incidenti e disagi, sfociati in forti proteste da parte dei commercianti e dei cittadini. Nessuno ha saputo perché si avviava un cantiere così imponente, che ha comportato la chiusura di gran parte della piazza, la variazione del senso di circolazione del traffico in un nodo essenziale sia perché all'uscita della tangenziale, sia in quanto svincolo per le aree ospedaliere e per la gran parte delle residenze della zona il restringimento o l'eliminazione dei marciapiedi. I più informati parlavano di un garage sotterraneo e la stampa, dopo le accese dimostrazioni, ha confermato questa finalità. Ancora oggi, dopo quindici giorni dall'avvio dei lavori, non esiste una cartellonistica che dica cosa si farà e chi la farà, e che consenta di visualizzare un progetto. È chiaro che la sete di parcheggi a Napoli, non realizzati neanche con i poteri speciali conferiti al sindaco, è forte. Essi sono necessari per liberare le nostre strade da tutte quelle auto che restringono notevolmente le già anguste carreggiate, per migliorare il traffico dei mezzi pubblici e privati e, quindi, la vivibilità. Pur non essendo tra coloro che ritengono, per mantenere alto il vessillo di forzate ideologie, che i parcheggi siano attrattori di traffico, è deprecabile per chi scrive che la collettività non sappia se il cantiere di piazza Muzii sia frutto di un progetto e che destinazione d'uso preveda, e sia pertanto costretta a reagire con rimostranze e opposizioni. Siamo tutti ormai troppo stanchi di subire forzature, di non poter esercitare il diritto-dovere della partecipazione democratica sulle trasformazioni della città. Forzature che alla fine si rivelano foriere solo di proteste, di ulteriori blocchi e rallentamenti delle opere, già di per sé elefantiache e cariche di disagio.
NAPOLI - Il cantiere di piazza Muzii, ennesimo mistero napoletano
In una città come Napoli, le opere edili e le trasformazioni urbane possono generare disagi per la cittadinanza. Tuttavia, in molte località avanzate, la cittadinanza è coinvolta e partecipa ai progetti attraverso associazioni o informazioni pubbliche. In Italia, invece, questo processo è spesso ignorato. Il cantiere avviato in piazza Muzii all'Arenella è un esempio di questo. La cittadinanza non è stata informata sul progetto e sui disagi che potrebbe comportare, e non è stata data l'opportunità di partecipare. I lavori hanno comportato la deviazione del traffico e la chiusura della piazza, e hanno suscitato forti proteste.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo