Aveva quasi 200 anni, era alta una ventina di metri, apparteneva ad una specie rarissima, almeno per Roma, la Phoenix Sylvestris: la palma tagliata nei giorni scorsi in un giardino privato al rione Monti era stata piantata, secondo la leggenda, da Johann Goethe e faceva ormai parte del panorama del quartiere.Secondo gli esperti e i residenti, che continuano a protestare, non era affatto malata. Centro storico. Inutili le proteste dei residenti, era in un giardino privato L'aveva (forse) piantata Goethe «Decapitata» la palma di Monti. Apparteneva a una specie rarissima, 20 metri e 200 anni Era una specie di monumento naturale, alta più o meno 20 metri e immortalata in migliaia di foto, quadri, schizzi da 150 o anche duecento anni. Si diceva addirittura che a piantare quella splendida palma in via Sant'Agata dei Goti, nel rione Monti, fosse stato Johann Goethe, durante il suo celebre «Viaggio in Italia». Ora per il rione ha perso la sua splendida (e rarissima, almeno a Roma) Phoenix Syivestris: che è stata barbaramente «decapitata» qualche giorno fa. I proprietari l'hanno potuto decidere trovandosi l'albero all'interno di un giardino privato, sebbene vincolato dalla Soprintendenza. Della palma ora è rimasto solo il fusto, ma per i botanici tanto varrebbe tagliar anche quello: questa specie cresce soltanto dalla «testa», senza la chioma non potrà mai più riprendersi. «E' un pezzo della storia botanica di Roma che è stato cancellato - si lamenta Francesco De Santis, esperto di palme - Quell'albero era patrimonio dell'intero rione, faceva parte della sua architettura». E se la prende con gli agronomi che hanno consigliato il taglio: «hanno deciso che era instabile così, a occhio, e soprattutto non hanno capito di trovarsi di fronte ad una tale rarità: evidentemente l'hanno confusa con una comune Phoenix Canariensis, quella arrivata nel 1860 dalla Francia. La palma tagliata invece era originaria dall'India, è conosciuta proprio come palma da zucchero dell'india, a Roma di quella specie in tutto ce ne saranno rimaste tre o quattro». Gli abitanti del rione hanno provato a impedire il taglio della pianta, ma non c'è stato evidentemente niente da fare. L'albero è stato prima transennato e poi «ucciso»: davanti a ciò che ne resta è comparso uno striscione che esprime tutto il rimpianto e l'amarezza di un intero rione: «La palma era sana», c'è scritto, ma troppo tardi. Tanto più che, come spiega ancora De Santis, la Phoenix Sylvestris è praticamente inattaccabile dal punteruolo rosso, l'insetto che minaccia la sopravvivenza delle palme di tutta Italia e contro cui c'è poco da fare: «La Sylvestris sa naturalmente difendersi dal punteruolo, originario dell'India come lei». - «Quell'albero era testimone di un'epoca che non c'è più, di viaggi in posti allora davvero lontanissimi come l'India commenta Antimo Palumbo, storico degli alberi - Chi, quasi due secoli fa, è andato fino in Asia e ha portato indietro quei semi ha fatto un regalo alla città, forse senza nemmeno rendersene davvero conto. C'è da dire che fino all'Ottocento i romani che viaggiavano facevano a gara per portare, e trapiantare, in città essenze rare e piante sconosciute. Oggi, a chi interessa più?». Ester Palma