Già individuati 14 itinerari che integrano passato e futuro Una metropolitana ideale su cui far viaggiare cultura e innovazione, progresso e tecnologia. E la suggestione che sta alla base dell'idea di candidare Venezia ed il Nord-Est a capitale europea della cultura nel 2019. Una volata lunga che partirà domani con la presentazione ufficiale del progetto ad inaugurare la terza edizione del Festival delle città Impresa, che ha come tema, appunto "La cultura ci fa ricchi". I consensi di massima sono già arrivati, a cominciare da Confindustria Veneto e da molti enti locali, e, per iniziativa dello studio Adacta, Roberto Daneo ha preparato un corposo dossier preliminare. Daneo ha alle spalle l'esperienza fatta come direttore delle relazioni istituzionali per il Comitato Olimpico di Torino 2006 ed è l'autore del piano strategico dell'Expo 2015 di Milano. La prima scelta è stata quella di cancellare l'ormai abusato nome Nord- Est, meglio tornare al concetto delle Tre Venezie, molto più comprensibile a livello europeo. Subito dopo, però, arriva l'idea di valorizzare al massimo il laboratorio esistente, ricco di cultura storica ma anche di creatività strettamente legata all'esperienza dello sviluppo economico vissuta nell'ultimo quarto di secolo. La metropolitana dovrebbe unire i motori di questo processo attraverso 14 itinerari culturali che si integrano alla perfezione con i luoghi della produzione fino a stimolare lo sviluppo di un'economia fortemente proiettata al futuro. «Un evento come la Capitale europea della cultura - dice Daneo -ha senso nella misura in cui riuscirà ad innescare processi di stimolo dell'industria culturale e della creatività che trovano nel Nord-Est terreno fertile e livelli di eccellenza, soprattutto se supportate da adeguate politiche di accompagnamento». E se lo scenario Ance-Ambrosetti prospetta un futuro con 4 capitali mondiali - New York, Londra, Shangai e Tokyo - e 20 capitali regionali, da Milano a Berlino, il Nord- Est secondo Daneo può sovvertire questo schema introducendo il concetto di regione metropolitana per andarsi ad inserire proprio in questo secondo livello, grazie a cluster e reti di innovazione con un significativo effetto moltiplicatore. La candidatura 2019, poi, potrebbe favorire anche una nuova cultura aziendale, visto che su bandi ed appalti potrebbero crearsi associazioni temporanee d'impresa, favorite anche da specifiche vetrine e tavoli tecnici promossi dalle Camere di commercio e dal sistema associativo, in grado di far superare alla struttura produttiva del territorio uno dei suoi problemi più pesanti che è appunto l'individualismo spinto. I costi previsti per l'operazione sono abbastanza limitati non dovendo mettere nel conto tutta una serie di progetti infrastrutturali già invia di realizzazione. Daneo ipotizza un budget minimo di 41 milioni ed uno massimo di 89. Quanto al ritorno la somma dell'indotto dovrebbe superare largamente i 500 milioni se si considerano l'effetto diretto sul valore aggiunto delle nuove produzioni previste, la creazione di nuovi posti di lavoro e la loro ricaduta sui consumi, ma soprattutto il movimento turistico che, stando alle proiezioni fatte, dovrebbe portare nell'area 11 milioni di presenze aggiuntive nel 2019. Il tutto senza contare le importanti ricadute anche immateriali, ma economicamente molto importanti, che vanno dalla già citata nuova cultura delle imprese alla capacità di attrarre partner e sponsor importanti in virtù di una realtà vivace e strutturata, fino all'acquisizione di un importante know how nello sviluppo di grandi progetti che necessariamente saranno anche attenti alla compatibilità ambientale.