I facchini di Santa Rosa: L'abbiamo saputo soltanto adesso, in via informale Un pezzo di "Ali di luce" trasferito nella capitale per restarvi VITERBO - Un museo della Macchina a Viterbo? Sarà pure, come dice il presidente del Sodalizio dei facchini, Massimo Mecarini, una decisione politica: ma a Roma, non hanno aspettato tanto (a Viterbo, è da anni che se ne parla, di questo museo) per realizzare, presso il Museo delle Arti e delle tradizioni popolari, una sezione dedicata alla Macchina di Santa Rosa. Questa sezione, secondo una nota del Comune, verrà inaugurata il 26, con tanto di giornalisti viterbesi portati a Roma con un mezzo predisposto, all'uopo, dall'amministrazione. Il fatto è che, a Roma, secondo quanto risulta a Mecarini, è stata portata una parte di Ali di luce , la Macchina di Raffaele Ascenzi, e che questa parte dovrebbe restarvi in modo permanente. I facchini, però, lo hanno appreso solo de relato. "L'ho saputo stamattina (ieri, ndr), - dell'apertura del museo romano - e informalmente". Insomma, il Sodalizio, di questa cosa, non ha avuto la possibilità di seguire nascita, sviluppo, evoluzione, limiti: eppure, per poter far dichiarare la Macchina di Santa Rosa patrimonio immateriale dell'umanità , la componente Sodalizio, così come quella dell'amministrazione comunale, è stata tenuta nel debito conto da chi, presso il ministero dei Beni culturali, sta seguendo la cosa. Mecarini, ieri, era a Roma, insieme a rappresentanti delle altre macchine a spalla : Nola, Gubbio e Sassari (Palmi, a quanto pare, s'è ritirata). La riunione, per mettere a punto importanti dettagli, è stata poi aggiornata "a breve termine - dice Mecarini: - perchè, per questo progetto, i termini scadono il 31 luglio". Intanto, per quel che riguarda il più piccolo museo del Sodalizio, nella sede dello stesso, c'è una buona notizia: esiste infatti, secondo quanto fa sapere Mecarini, la delibera che ne sostiene le spese per la riapertura a partire da metà marzo. I fondi, in passato, sono arrivati a strappo. I problemi dell'amministrazione, si sa, sono quelli che sono. A suo tempo, è stato accarezzato a lungo un progetto, con il coinvolgimento di Provincia e Comune, per realizzare un autentico museo permanente della Macchina. Da ricavare, magari, da uno spazio, nella zona della Palanzana, in grado di sostenere le grandi strutture, rimontate, di alcune gloriose Macchine del passato. Anche se purtroppo, della più acclamata, il Volo d'angeli di Zucchi, resta poco o nulla. La testa d'un leone, parte della base. E, questo, per essere stata distrutta, molti anni fa, da un incendio ancora circondato, per certi versi, da ombre, dubbi, sospetti e veleni. In ogni caso, per questo museo, ci sarà da aspettare a lungo. Fa impressione pensare che, a Pasqua e Pasquetta, per i tanti turisti, italiani e stranieri, c'era poco o nulla da vedere. Un museo della Macchina, non solo in quei giorni, sarebbe stato prezioso.
Il museo della Macchina? Sta a Roma
Il Sodalizio dei facchini di Santa Rosa ha appena saputo che una parte della Macchina di Raffaele Ascenzi, nota come Ali di luce, è stata trasferita a Roma per essere esposta in un museo. La sezione dedicata alla Macchina di Santa Rosa sarà inaugurata il 26 luglio presso il Museo delle Arti e delle tradizioni popolari. Il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, ha detto che la decisione è stata presa per motivi politici. I facchini hanno appreso della notizia solo de relato e non hanno avuto la possibilità di seguire la cosa. Il progetto per un museo della Macchina a Viterbo è stato discusso, ma non è stato realizzato.
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