Protesta Italia Nostra. Il sindaco: «E' solo un piccolo capannone e ha l'ok della sovrintendenza» LIVORNO. «Ecomostro» lo definisce Italia Nostra. «Macchè - minimizza il sindaco di Capraia, Maurizio Della Rosa - è un capannone di 12 metri di lunghezza e 6 di altezza. Peraltro autorizzato dalla sovrintendenza». Un capannone, però, in un posto di grande pregio ambientale: l'isola di Capraia. Da qui l'allarme degli ambientalisti che, per bocca di Mariarita Signorini del consiglio nazionale di Italia Nostra, chiedono «la demolizione dell'immobile» e il successivo «ripristino dei luoghi». Il capannone si trova in località San Rocco. Lo stanno costruendo alcuni pescatori locali della società Marecoltura, che ha un piccolo allevamento ittico nelle acque dell'isola (orate soprattutto). Il capannone servirà all'attività di produzione e inscatolamento del pesce. «Questi pescatori si sono mossi per tempo e hanno chiesto e ottenuto una concessione edilizia - dice il sindaco Della Rosa - Anche la sovrintendenza ha dato il suo ok, salvo chiedere adesso che il capannone venga demolito. Se la sovrintendenza di Pisa ci chiederà di buttarlo giù, ne prenderemo atto, ma non escludo che il Comune faccia ricorso». Gli attivisti di Italia Nostra, dal canto loro, gridano allo scempio. Secondo Mariarita Signorini «il manufatto, un vero e proprio ecomostro, visibile in tutta la sua imponenza anche a grande distanza dal mare e tale, quindi, da interferire pesantemente con il paesaggio del sottostante borgo abitato» risulterebbe «difforme per collocazione, per struttura e per dimensioni a un progetto a suo tempo approvato dalla soprintendenza di Pisa».