Lo Stato si appresta a vendere alcuni beni del ministero della Difesa, tra cui anche alcuni fari in Sardegna, e nell'Isola scoppia la polemica. E' il deputato del Pdl Mauro Pili ad accusare il governo, denunciando i tentativi di cessione dei fari di Punta Scorno (Isola dell'Asinara), Capo Mannu (San Vero Milis), Capo Sandalo (Carloforte) e Isola Bocca (Olbia). I quattro fari sardi fanno parte di 71 beni di pregio che lo Stato ha messo in vendita e per i quali è possibile fare offerte anche attraverso internet. Il deputato sardo Mauro Pili ha annunciato di aver presentato un'interrogazione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e ai ministri agli Affari regionali, Difesa ed Economia. "Se entro questa settimana non saranno adottati atti ufficiali per bloccare la violazione dello statuto sardo, con la restituzione conseguente dei beni alla Regione - ha detto Pili durante una conferenza stampa - proporrò un'azione giudiziaria collettiva del popolo sardo per il rispetto dello statuto". Violente le accuse da parte di Pili anche all'unico rappresentante dell'Isola all'interno del governo, il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga, e alla Regione. "Io non partecipo - ha concluso Pili - al silenzio complice registrato finora sulla vicenda a livello regionale e anche da parte dell'unico esponente sardo nel Governo, il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga". Immediata la risposta di Cossiga. "Sia in Regione sia qui al Governo c'è chi ha a cuore gli interessi della Sardegna - ha detto il sottosegretario - Si tratta di un'iniziativa innovativa, sulla quale la Regione Sardegna ed il ministero della Difesa stanno lavorando con impegno e attenzione". Anche l'assessore regionale all'Urbanistica Gabriele Asunis non accetta le accuse di Pili, affermando che :"la Regione ha da tempo riattivato i tavoli tecnici col Ministero della Difesa per il trasferimento all'Amministrazione, come prevede l'art. 14 dello Statuto, dei beni statali per i quali è venuto meno l'utilizzo da parte del Governo. L'on. Pili può stare sicuro che la Regione saprà sempre tutelare i suoi diritti a favore dello sviluppo del popolo sardo e non saranno certo queste polemiche artatamente sollevate per scopi che ci sfuggono, a far cambiare strada all'Amministrazione regionale". Ultimo aggiornamento: 20-04-2010 10:04:04