Alessandro Tambellini (Pd) rilancia la sottoscrizione popolare: «Sono disposto a iniziarla io mettendoci i primi 500 euro» Ricomprarsi la casa natale di Puccini. In mancanza di accordi con la nipote del compositore, Simonetta Puccini, e in previsione che il vincolo sull'immobile non venga apposto dalla Sovrintendenza (comunque non in tempi rapidi), Alessandro Tambellini, capogruppo consiliare del Pd, torna sulla sua vecchia proposta. Da vicepresidente della Fondazione Puccini propone alla città di frugarsi in tasca e si annuncia disposto a tirare fuori i primi 500 euro necessari a questa operazione. «L'unico accordo possibile con Simonetta Puccini - osserva Tambellini - è quello di far tornare la casa del Maestro di proprietà alla città di Lucca, lasciandole l'usufrutto vita natural durante. Diversamente, soprattutto se l'immobile non verrà vincolato in tempi rapidi dalla Sovrintendenza, bisogna pensare a ricomprare la casa. Già in passato ho lanciato l'idea di una sottoscrizione popolare e per primo mi farei avanti con un contributo di 500 euro, l'unica cifra che mi posso permettere. Altrimenti non ci resta che andare avanti con la procedura avviata dalle Belle arti, in modo da riavere il museo Puccini, con tutti i cimeli al loro posto, a cominciare dal pianoforte, con il quale organizzare concerti di qualità». Il fatto che la proprietà dell'immobile torni alla città per Tambellini è condizione necessaria per scampare alcuni rischi, a cominciare da quello della vendita. Infatti, seppur vincolato, restando privato l'immobile può sempre essere venduto, con il parere favorevole delle Belle arti. E non è da escludere che un mecenate o una compagnia straniera, con capitali a disposizione, possano mettere gli occhi sulla casa natale del Maestro, per trasformarla sì in un museo, ma privato. «Se il vincolo non ci metterà al riparo dalla possibilità di vendita dell'immobile a privati - insiste Tambellini - è bene che la città entri nell'ordine di idee di ricomprarselo, visto anche come sono andate a finire tutte le trattative portate avanti finora: siamo passati dalla donazione della casa, che sembrava ormai cosa fatta, alla Fondazione Crl per la cifra simbolica di 1 euro, fino alla richiesta al Comune di ricomprarsi l'immobile per 1,6 milioni. Certo la città può anche ricomprare l'appartamento, ma a un prezzo assai inferiore, considerando che potrà essere utilizzato solo come museo». In attesa di chiarire quale sarà la strada da intraprendere, Tambellini chiede al sindaco risposte sulle responsabilità per «la situazione che si è creata, per la chiusura prolungata del museo e per il silenzio che ha accompagnato la vicenda».