Parlano i gestori di attività commerciali: l'assedio dei cantieri dura da 6 mesi, non ne possiamo più C'è anche chi ha dovuto chiudere il negozio DONATELLA LASCAR PISA. «Questi lavori per me sono stati un vero disastro». Questo è quanto sostiene il titolare del panificio che si trova al Calambrone. Dall'ottobre scorso infatti, al Calambrone sono in corso i lavori per la realizzazione della rete fognaria che verranno sospesi all'inizio dell'estate. Sul viale del Tirreno, si alternano vari cantieri e a dicembre ne è stato aperto uno proprio davanti al panificio. «Mi avevano detto che i lavori sarebbero durati tre settimana e invece - racconta il panettiere -, si sono protratti fino a metà febbraio anche per il perdurante maltempo. Ho dovuto chiudere per tutto il tempo, a volte in tutto il giorno non veniva nemmeno un cliente». Per entrare in negozio infatti, i clienti dovevano parcheggiare vicino la chiesa e fare cento metri a piedi percorrendo un vialetto in molti punti accidentato e con pozzanghere e fango quando pioveva. «Oltre tutto, l'ingegnere che sovrintendeva i lavori - spiega il negoziante - mi aveva assicurato che avrebbero messo un cartello per indicare l'ingresso del negozio, ma non è mai stato fatto. Così, ho preso la decisione di chiudere fino alla fine dei lavori, ma prima ho chiesto all'ingegnere se potevo avere almeno un indennizzo pari al 50 del costo dell'affitto del fondo che è di quasi 2000 euro al mese. Mi ha risposto di no, perché non c'è nessuna legge che prevede una simile copertura e poi ha aggiunto che, siccome i lavori riguardavano l'allargamento della rete idrica, in futuro ne avrei tratto beneficio anch'io». «Quando ho riaperto, - racconta il titolare -, ho incassato anche solamente 7-8 euro al girono, una media decisamente inferiore rispetto agli anni precedenti nello stesso periodo. Ho perso molti clienti per via di questa faccenda, ormai hanno preso l'abitudine di andare in altri posti». Proseguendo verso Livorno, troviamo un altro cantiere proprio davanti all'edicola di Romana Govi. Il cantiere in prossimità del negozio c'era già da febbraio, ma da tre settimane la recinzione è stata messa anche davanti all'edicola. «Io gestisco quest'edicola dal 1980 e a ottobre ho anche rifatto tutta la struttura in legno come prevedono le normative del Parco. Il 25 febbraio - racconta la Govi -, sono cominciati i lavori accanto all'edicola e qualche cliente si fermava, ma da quando un pezzo del cantiere è proprio qui davanti e mi hanno chiusa completamente lasciandomi solo un passaggio laterale, generalmente ostruito dai camion in manovra o dalle ruspe, lavoro veramente molto poco. Sono passata da vendere una media di 100 quotidiani al giorno a venderne al massimo 20-25. Devo dire che da febbraio a ora il danno economico è stato notevole e vorrei sapere come fare per essere risarcita. Concludo dicendo che invece di viale del Tirreno sarebbe meglio parlare di viale del Tramonto tra toppe varie, ciclabile e mancanza di parcheggi in un'area in espansione come questa». Il titolare del bar Lido sull'altro lato della strada davanti all'edicola, sostiene invece che nessuno dei commercianti della zona è stato interpellato per l'esecuzione di questi lavori e che potevano essere gestiti meglio magari adottando la settimana lunga.