«II diritto di prelazione si esercita in genere quando c'è la necessità di completare una collezione. E questo non era il caso del materiale di Carlo Levi acquistato da Antonio Ricci». Così il capo dipartimento del ministero dei Beni culturali per gli archivi e le biblioteche, Salvatore Italia, spiega le ragioni che hanno spinto il dicastero a non esercitare diritto di prelazione. Italia ha spiegato che i documenti di Levi già presso l'Archivio centrale dello Stato sono stati messi in deposito lì dalla Fondazione Levi, che potrebbe quando vuole riprenderseli. Dunque, non si trattava di completare una collezione. Lo Stato però ha posto un vincolo affinché il materiale acquistato da Ricci non fosse smembrato e finisse magari all'estero. «Ci siamo tranquilizzati», ha detto Italia, quando Ricci ha manifestato la volontà di donare il materiale al Comune di Alassio, tanto più che pare voglia darne copia digitalizzata anche all'Archivio di Stato.
Archivio Levi, la risposta del Ministero
II diritto di prelazione si esercita in genere quando c'è la necessità di completare una collezione. E questo non era il caso del materiale di Carlo Levi acquistato da Antonio Ricci. Così il capo dipartimento del ministero dei Beni culturali per gli archivi e le biblioteche, Salvatore Italia, spiega le ragioni che hanno spinto il dicastero a non esercitare diritto di prelazione. Italia ha spiegato che i documenti di Levi già presso l'Archivio centrale dello Stato sono stati messi in deposito lì dalla Fondazione Levi, che potrebbe quando vuole riprenderseli. Dunque, non si trattava di completare una collezione. Lo Stato però ha posto un vincolo affinché il materiale acquistato da Ricci non fosse smembrato e finisse magari all'estero. Ci siamo tranquilizzati, ha detto Italia, quando Ricci ha manifestato la volontà di donare il materiale al Comune di Alassio, tanto più che pare voglia darne copia digitalizzata anche all'Archivio di Stato.
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