L'eredità del Maestro. La Fondazione rifiuta la proposta di Simonetta ILARIA BONUCCELLI VIAREGGIO. Lucca rivuole la casa natale di Giacomo Puccini. La Fondazione Puccini non accetterà la proposta avanzata da Simonetta Puccini, nipote del compositore, per il restauro e la gestione del museo in corte San Lorenzo. Il Comune di Lucca non vuole accollarsi i costi dei lavori, rinunciando alla proprietà dell'immobile, assegnato dal tribunale all'erede del Maestro. L'amministrazione comunale lucchese avrebbe deciso di puntare tutto sulla procedura di vincolo dell'appartamento, avviata solo di recente dalla Sovrintendenza alle Belle arti: se venisse concessa, la tutela del ministero dei Beni culturali, infatti, metterebbe la casa al riparo da trasformazioni incompatibili con la destinazione a museo o anche da vendite improvvise, come quella ventilata mesi fa a un americano. Come sempre, lo scenario che si è venuto a creare dopo la proposta di Simonetta Puccini è complicato. L'erede del Maestro, infatti, chiede a Lucca di assumersi i costi del restauro della casa del nonno, da effettuare entro la fine dell'anno. In cambio, sarebbe disposta a concedere per 10 anni l'immobile in comodato alla Fondazione Puccini: in questo periodo la gestione della casa museo (da riaprire) dovrebbe essere congiunta e il 30 degli incassi sarebbero destinati alla Fondazione Simonetta Puccini. In tutto questo ragionamento, però, secondo la Fondazione Puccini di Lucca e il Comune c'è un elemento inaccettabile: il fatto che la proprietà dell'immobile resti alla nipote del compositore. Tanto che l'amministrazione comunale e la Fondazione lucchese non sarebbero neppure più tanto disposte a proporre, tramite il proprio legale (lo studio dell'avvocato Giuseppe Rossi di Milano), un compromesso: la proprietà della casa all'amministrazione comunale (o alla Fondazione Puccini), l'usufrutto dell'edificio vita natural durante alla nipote del Maestro. Il sindaco di Lucca Mauro Favilla, che è anche presidente della Fondazione Puccini, vorrebbe ancora mantenere aperto qualche spiraglio di trattativa, ma in sostanza non è disposto a rinunciare alla proprietà della casa-museo, chiusa, ormai da quattro anni. Tuttavia puntare esclusivamente sulla trattativa con Simonetta Puccini per ottenere di nuovo la proprietà dell'immobile è considerato dalla Fondazione un rischio che non vale la pena di correre: in questi anni, infatti, sono state troppe le proposte che si sono susseguite, con cambiamenti in corsa di ogni tipo che non hanno portato ad alcun accordo. Proprio questo concetto era stato espresso pochi giorni fa anche dal presidente della Provincia, Stefano Baccelli, secondo il quale è necessaria un'azione più decisa da parte della città per tornare in possesso della casa natale del Maestro. In questo contesto, tutta l'attenzione del Comune e della Fondazione Puccini è, oggi, concentrata sull'iter attivato dalle Belle arti, per vincolare la casa di Giacomo Puccini, fino a poche settimane fa priva di ogni protezione. L'idea è di ottenere in tempi rapidi la tutela dell'immobile per evitare che la struttura venga trasformata, che salti la destinazione a museo e che l'appartamento venga addirittura venduto. Certo è che Simonetta Puccini potrà opporsi e intervenire, in quanto proprietaria del bene, in tutte le fasi che precedono il vincolo (ammesso che venga concesso), ritardando ulteriormente la riapertura del museo. Ma, la Fondazione non è intenzionata a fare retromarcia.