Si allarga il fronte contro il decreto per le fondazioni liriche. Anche cinema e multisala nel mirino Attesa oggi per la firma del provvedimento Italia Nostra contro Nastasi CRISTINA ZAGARIA Pronti alla lotta, allo sciopero, alloccupazione. Si incendia il fronte sindacale contro il decreto del ministro Bondi per le fondazioni liriche, che esclude il San Carlo dai teatri deccellenza italiani. E soprattutto si allarga il fronte in attesa della firma (oggi) del presidente Napolitano. Da indiscrezioni si apprende, infatti, che il decreto rivoluzionerà la vita anche di teatri, cinema e multisala. Ieri a Milano la riunione di tutti i delegati sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Fials (che rappresentano circa il 60 per cento dei 5-6000 dipendenti delle 14 fondazioni lirico sinfoniche italiane), che definiscono il decreto un «provvedimento improprio e discutibile sul piano della legittimità». Il clima è rovente, ma tutti attendono di leggere il decreto per studiare le forme di protesta più incisive. «Siamo pronti alle occupazioni e siamo sicuramente contro questo decreto perché è nato come un provvedimento urgente, senza esserlo, perché elimina il turn over, e perché taglia gli incentivi del 50 per cento - dice Nicola Senese, responsabile Fondazione Teatro San Carlo per la Cgil - Dalle notizie che ci arrivano da Roma, nonostante le rassicurazioni del commissario Salvo Nastasi, il San Carlo non è tra le i teatri deccellenza e se è così, è lennesimo colpo basso del governo». Insomma si attende di leggere il decreto per capire esattamente come e quanto cambierà la vita del San Carlo. Sulla stessa linea Franco Spizzica, segretario della Fials: «Lazione di forza ci sarà sicuramente, dallo sciopero, allassemblea permanente. Ma aspetto di leggere il decreto, perché è vero che la situazione economica della Scala e di Santa Cecilia sono più tutelate, ma è anche vero, che le regole generali saranno uguali per tutti». Tutti sperano insomma in accorgimenti, aggiustamenti, ritocchi del decreto in favore di Napoli (visto anche il ruolo del commissario Nastasi). Ma la tregua durerà solo fino ad oggi. «Sono soprattutto la tradizione culturale e artistica e il prestigio del San Carlo a subire un assurda ferita - Guido Donatone, segretario cittadino di Italia Nostra - inferta con la connivenza del commissario governativo del San Carlo, Nastasi (la sua carica scade il 30 aprile), che è capo di gabinetto di Bondi e alto dirigente del ministero dei Beni culturali». A Nastasi, Donatone chiede «di fornire spiegazioni su alcuni aspetti del costoso restauro del San Carlo». E al neo governatore Caldoro «di impegnarsi affinché termini lo stato di emergenza».
NAPOLI - San Carlo, sindacati in campo "Pronti alla lotta e alloccupazione"
Il fronte sindacale si allarga contro il decreto del ministro Bondi per le fondazioni liriche, che esclude il San Carlo dai teatri deccellenza italiani. I sindacali definiscono il decreto un provvedimento improprio e discutibile. La Cgil, Cisl, Uil e Fials (che rappresentano circa il 60 per cento dei dipendenti delle 14 fondazioni lirico sinfoniche italiane) si riuniscono a Milano per discutere il decreto. Nicola Senese, responsabile Fondazione Teatro San Carlo per la Cgil, dice che il San Carlo non è tra i teatri deccellenza e che il decreto è un colpo basso del governo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo