"Spostamento illecito di opere darte": indagine dei carabinieri tra Genova e Roma "Riposo durante la fuga in Egitto" e le altre opere trasferite senza lok dei Beni artistici MICHELA BOMPANI (segue dalla prima di cronaca) carlo alberto bucci Qualcuno già parla della maledizione di Caravaggio, altri ironizzano sul titolo della mostra, i carabinieri di Roma invece, che hanno dato incarico ai colleghi genovesi di compiere accertamenti, lavorano sullipotesi di reato, finora a carico di ignoti, di "spostamento illecito di opere darte". Il capolavoro di Caravaggio sarebbe stato trasferito, da Roma a Genova, insieme a una settantina di opere senza le sufficienti autorizzazioni della soprintendenza per i Beni artistici di Roma e del Ministero per i Beni culturali: un illecito che comporta una contravvenzione. Il capolavoro, così come le altre opere, avrebbero potuto correre il rischio di danneggiamenti, addirittura furti, sempre se lipotesi sarà confermata. I carabinieri del Ntpa genovese hanno già compiuto un sopralluogo, come pure i funzionari della soprintendenza per i Beni artistici della Liguria (su mandato della soprintendenza romana). I militari genovesi hanno dovuto verificare che a Palazzo del Principe fosse effettivamente arrivato il Caravaggio così come le altre opere e se cerano le necessarie autorizzazioni al trasferimento. "Riposo durante la fuga in Egitto", solitamente conservata al Palazzo Doria Pamphilj (di proprietà della famiglia) di via del Corso a Roma, era stata prestata, per solo un mese alla grandiosa mostra su "Caravaggio", che alle Scuderie del Quirinale sta raggiungendo il record assoluto di visitatori di tutte le esposizioni mai allestite in Italia. Poi, lopera è partita per prendere il suo posto di protagonista, dal 26 marzo, al Palazzo del Principe di Genova (ancora proprietà Doria Pamphilj), nellesposizione ideata e curata da Massimiliano Floridi, marito della principessa Gesine Doria Pamphilj. Questultima, poi, presiede la società Arti Doria Pamphilj, che ha promosso "Caravaggio e la fuga". Scongiurata la chiusura dellesposizione genovese, negli ambienti delle soprintendenze si indica la possibilità, verificate le condizioni delle opere, di sanare, a posteriori, le parti mancanti dalle autorizzazioni. Si parla di «leggerezza con cui si è affrontato lintero iter procedurale», anche se molti si stupiscono di come la società Arti Doria Pamphilj - un soggetto riconosciuto a livello internazionale che cura la valorizzazione e lo studio dellimmenso patrimonio artistico del casato - abbia potuto inciampare su quello che per gli addetti ai lavori è un iter obbligatorio e ben conosciuto. «La questione è questa: anche se si sposta unopera propria da un luogo di proprietà ad un altro luogo di proprietà si deve fare richiesta alla soprintendenza - spiega Gesine Pogson Doria Pamphilj - i carabinieri hanno compiuto con grande delicatezza il sopralluogo al Palazzo del Principe, io stessa sono stata, alcuni giorni prima, nei loro uffici romani per informarmi. A Genova, hanno riscontrato come le opere siano esposte in condizioni di assoluta sicurezza: se le cose non fossero così, avrebbero posto sotto sequestro la mostra». Non rilascia dichiarazioni il principe Jonathan Pogson Doria Pamphilj, fratello di Gesine, del tutto estraneo però alla vicenda e allorganizzazione dellevento espositivo e da anni in forte contrasto con la sorella. Cè grande imbarazzo nelle soprintendenze, per il "caso Caravaggio" a Genova. Oggi la soprintendente per i Beni artistici di Roma, Rossella Vodret, doveva tenere una conferenza proprio su Caravaggio, allauditorium dei musei di Strada Nuova: è stata rimandata alla prossima settimana.
LIGURIA - Sotto inchiesta la mostra di Caravaggio
Riassunto in massimo 200 parole:
I carabinieri genovesi hanno iniziato un'indagine sull'ipotesi di "spostamento illecito di opere darte" riguardo a una settantina di opere d'arte, tra cui il capolavoro "Riposo durante la fuga in Egitto" di Caravaggio, trasferite senza le necessarie autorizzazioni dalla Soprintendenza per i Beni artistici di Roma e del Ministero per i Beni culturali a Genova. Le opere erano state prestate per la mostra "Caravaggio e la fuga" alle Scuderie del Quirinale a Roma e poi trasferite al Palazzo del Principe di Genova.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo