Ieri è stata chiusa la mostra itinerante "Spasimo e Spasimi di Sicilia" che la Soprintendenza ai beni culturali ha allestito al museo diocesano di viale Regina Margherita. La mostra sarà ora trasferita ad Agrigento e, quindi, a Palermo. Intanto a Caltanissetta ha ottenuto un grande successo e ha fatto registrare un numero di visitatori superiore all'aspettativa. Il richiamo maggiore è stato rappresentato dallo "Spasimo", o "L'andata al calvario", che si conserva nel museo diocesano e al quale è stato riservato un posto d'onore nella mostra. E' un richiamo dovuto al fatto che la tavola porta la firma di "R. Urbinas" per cui alcuni critici, e soprattutto mons. Giuseppe Sorce che ha effettuato attenti studi pubblicati in due libri, hanno attribuito il dipinto a Raffaello Sanzio, sostenendo la sua autenticità in contrapposizione all'altro dipinto dello stesso conservato al Prado di Madrid. La tavola è stata recentemente sottoposta a indagini multispettrali e di caratterizzazione chimica per verificarne l'autenticità. Ma è stato accertato che è della scuola di Raffaello, e di non del pittore urbinate, anche se "di indiscutibile valore artistico" tanto da essere definito dalla soprintendente Rosalba Panvini "un capolavoro di suggestiva bellezza e di grande significato artistico e religioso". Certo è che sarebbe stato bello potere esporre i due "Spasimi" (quello del museo diocesano di Caltanissetta e quell'altro del Prado di Madrid) l'uno accanto all'altro per confrontarli. In questo caso la mostra avrebbe assunto sicuramente un'importanza maggiore. Ma non è stato possibile farlo "per motivi organizzativi e perché non c'è stata l'immediata disponibilità del Prado di Madrid", ha detto la soprintendente Rosalba Panvini. Disponibilità che, invece, è stata accordata per la mostra di Palermo di fine maggio. Infatti è di questi giorni la notizia che il Prado di Madrid ha concesso che il dipinto potrà essere esposto nella mostra "Spasimo e Spasimi di Sicilia" quando, a conclusione del suo giro giungerà a Palermo.