Dopo le polemiche sollevate dall'ipotesi di una disparità di trattamento tra teatri di serie A e di serie B, fonti di Palazzo Chigi intervengono a fare chiarezza sulla legge che verrà presentata domani all'approvazione del capo dello Stato. Non ci dovrebbe dunque essere il temuto declassamento del San Carlo, anche se tutti i contorni del decreto varato venerdì dal Consiglio dei ministri non sono stati resi noti. D'altronde oggi e domani, secondo quanto comunica la nota di governo, «gli uffici del ministero dei Beni Culturali lavoreranno ancora al provvedimento per le ultime limature insieme con gli uffici del ministero dell'Economia e quelli di Palazzo Chigi». E che non vi sarà nessun declassamento per il San Carlo lo afferma anche il neogovernatore della Campania Stefano Caldoro. «Non è previsto - dice - e se dovesse capitare non lo accetteremo. È paradossale che a protestare siano gli amministratori locali che in questi anni hanno fortemente indebolito l'ente lirico. Basta guardare le cifre: l'impegno complessivo verso il San Carlo è di 6 milioni e mezzo di euro. Il confronto con l'impegno delle istituzioni locali per il Teatro La Scala, 20 milioni di euro, e per L'Opera di Roma, 18 milioni di euro, rende l'idea. Chi ha declassato il San Carlo ha nomi e cognomi», aggiunge Caldoro riferendosi probabilmente alle parole del sindaco Iervolino che l'altro giorno era scesa in campo per difendere il Lirico napoletano. È lei che tra poco dovrà prendere le redini del San Carlo, visto che Salvatore Nastasi, il commissario di governo che ha guidato il teatro negli ultimi due anni e mezzo, il 30 aprile lascerà l'incarico. Scatterà quindi la procedura per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione del quale il sindaco è presidente. La Regione, che dovrà nominare i suoi rappresentanti nel cda, non starà a guardare. «L'impegno per il prossimo futuro, dopo gli interventi strutturali e tecnologici che sono stati realizzati, sarà di rafforzare l'autonomia dell'ente con una nuova governance che possa, anche attraverso moderne forme di finanziamento non pubblico, consolidarne il ruolo primario. Basta con le parole, servono i fatti», sottolinea Caldoro. Nei giorni scorsi, il neopresidente ha anche incontrato a Pompei Nastasi e il ministro dei Beni Culturali Bondi affrontando i problemi del teatro. Il suo progetto è quello di varare una legge regionale ad hoc per regolare il flusso dei finanziamenti al San Carlo ed evitare le attese e le incertezze legate ai bilanci annuali. Inoltre, sempre secondo fonti di Palazzo Chigi che dopo le polemiche dei giorni scorsi hanno anticipato alcune linee del decreto, non sono previsti tagli né di personale né di fondi, solo regole più certe e più severe. Punto nodale la contrattazione del lavoro e la produttività. Temi caldi che saranno oggi all'ordine del giorno dell'attivo nazionale dei sindacati di categoria convocati alla Camera del Lavoro di Milano. In discussione anche l'età pensionabile dei ballerini, anticipata a 45 anni, che dovrebbe favorire l'ingresso nelle compagnie dei giovani visto che, contrariamente a quanto era trapelato, il blocco del turn over non dovrebbe riguardare la categoria. Anche per questo il ministro Bondi si è detto «fiducioso dell'attenzione dei parlamentari per questo testo» che lui ritiene di portata storica rispetto ad enti «da anni dichiaratamente in crisi».