L'assessore Mollica sollecita una nuova campagna di scavi per verificare le ipotesi di Bernabò Brea il palazzo dei principi Sortino. L'associazione SiciliAntica è impegnata, attraverso lavori di bonifica, nel recupero della vecchia Sortino medievale, distrutta dal terremoto del 1693. Sarebbe, però, opportuno, come è stato fatto rilevare dall'assessore comunale alla Cultura Dioniso Mollica, che venisse attenzionata dalla Sovrintendenza ai Beni culturali anche l'area archeologica di Pantalica «per andare oltre la Pantalica di oggi, attraverso tutta una serie di scavi, anche perché in questa necropoli c'è ancora molto da studiare». Dionisio Mollica aveva lanciato l'invito lo scorso anno, durante il convegno su Luigi Berbabò Brea. Ma quell'invito è rimasto tale. «Non è solo il recupero della Sortino medievale - afferma Mollica - che potrà dare uno sviluppo turistico di questi luoghi, riconosciuti dall'Unesco patrimonio dell'umanità, ma dovranno esserci anche altri interventi che interessano la zona di Pantalica. Tra l'altro, mi sono interessato direttamente di Pantalica e ho potuto riportare in un libro, frutto di un particolare studio, quello che fu il Regno dei Siculi». Inoltre, iniziare degli scavi archeologici potrebbe servire a richiamare l'attenzione su Pantalica. Degli scavi archeologici a Pantalica si parla da diversi anni, ma poi, anche per una carenza di fondi, tutto rimane fine a se stesso. Eppure, la necropoli di Pantalica, come affermò Vittorio Sgarbi quando qualche anno fa visitava questi luoghi, «è ancora da studiare e può darci e dirci tanto altro rispetto a quello che oggi si conosce». Tra l'altro se le ipotesi avanzate dall'archeologo Luigi Bernabò Brea, che a lungo studiò questi luoghi, dovessero essere dimostrate da scavi archeologici e, quindi, dal ritrovamento di qualche reperto, si tratterebbe di una scoperta sensazionale. Infatti, l'illustre archeologo era convinto che proprio a Pantalica esiste la «città sepolta». Si tratterebbe di Hybla Maggiore, la città risalente all'età del bronzo (XIII secolo a.C.), che doveva sorgere proprio su questo tratto dell'altopiano ibleo, nella zona dove si trova l'Anaktoron, il palazzo del Principe. E fu attorno all'Anaktoron, infatti, che Bernabò Brea eseguì degli scavi che dovette interrompere per carenza di finanziamenti. Questi scavi archeologici Luigi Bernabò Brea li eseguì tra il 1962 e il 1964, quando era sovrintendente ai Beni culturali della Sicilia orientale. P.M. 18042010