seimila euro a ex consulente ist per una trasformazione mai avvenuta IL VECCHIO consulente dell'Ist ha vinto. Per quella vecchia storia del forte Santa Tecla, che sarebbe dovuto diventare un grande centro per le biotecnologie, verrà risarcito dal Comune di Genova. Già, perché di quel vecchio progetto affossato dalle disavventure patite dall'istituto tumori a metà degli anni duemila non sono rimaste che le cause legali legate a un maxifinanziamento ottenuto dal governo e finito chissà dove. Ora uno dei più bei forti di Genova, circondato, quasi assediato, dall'urbanizzazione di Quezzi e dintorni, è un semplice ricovero peri mezzi e il materiale della Protezione Civile. Fu l'architetto Angela Zattera, incaricata dall'Agenzia del Demanio, che nel 2001 trasferì la proprietà al Comune, e le procedure per l'appalto dei lavori, per i quali si resero disponibili 750 mila euro. Il Comune li ricevette dall'Ist, l'Istituto nazionale per la ricerca sul cancro, che aveva ottenuto una quota dell'8 per mille dell'Irpef nel 2000. Il progetto di trasformazione del Forte Santa Tecla in un centro congressuale di divulgazione scientifica, avviato sotto la presidenza di Leonardo Santi, era stato poi bloccato dal commissario straordinario Vittorio Flick e dai revisori dei conti. Scelta confermata dal successivo commissario Maurizio Mauri: «Non è parte dei nostri compiti istituzionali che riguardano la ricerca, la formazione e l'assistenza in campo oncologico: inoltre era prevista una spesa molto ingente, di 16 milioni di euro, a carico della presidenza del Consiglio dei ministri, per ricavare un'aula capace di ospitare solo poche decine di posti a causa dei vincoli imposti dalla Soprintendenza», dichiarò Mauri. Seguì un'intesa con il Comune, al quale furono trasferiti studi storici, indagini archeologiche e i fondi ancora disponibili. La giunta stabilì di mantenere la destinazione ad attività didattiche e seminari per la diffusione della cultura scientifica e per l'educazione sanitaria. L'allora assessore comunale Rosario Monteleone - oggi consigliere regionale e guida dell'Udc in Liguria - non escluse cambiamenti di rotta: «Oggi il forte Santa Tecla ospita una struttura di protezione civile - disse intorno al 2004 - e potremmo decidere di mantenere la destinazione a centro di volontariato e attività antincendio. La destinazione definitiva dev'essere ancora valutata con attenzione: intanto, mentre si mette a punto il progetto del futuro, bisogna mettere in condizioni di sicurezza il complesso e c'è anche l'urgenza di impiegare i fondi dell'8 per mille che abbiamo a disposizione». Così fu, e nulla da allora si è più mosso. E non è dato di sapere se tutta la quota dei finanziamenti allora ricevuti e girarti dall'Ist a l Comune, siano stati spesi tutti per un semplice benché utilissimo quartier generale di Protezione Civile. Oggi ha un ristorante nel centro storico, il consulente - che preferisce non apparire - che curò per l'Ist l'ambizioso progetto del centro per le biotecnologie. L'altro giorno in commissione consigliare, a Tursi, è stata esaminata la delibera che chiede l'approvazione del debito fuori bilancio necessario a rimborsare, per causa persa, chi ricorse per quella partita. Chiese 60 mila euro per due anni di lavoro, ne otterrà 6 mila. «Ma per me si tratta più che altro di una questione morale - spiega - quella storia la vorrei dimenticare. Quello che mi piacerebbe sapere, è dove sono finiti i 750 mila euro che furono vincolati a un progetto che nessuna ha più realizzato». d. gri.