Lunghe e profonde lesioni visibili ad occhio nudo sulla parete della fortezza fra i bastioni S. Giacomo e S. Caterina Inizieranno a breve nel rione Marina i lavori di consolidamento del declivio di Orto Candela e la ricostruzione del muro di recinzione, crollato l'anno scorso. Il progetto di recupero del terrapieno su cui poggia il castello aragonese è stato presentato proprio in questi giorni al comune dal professor Marco Dezzi Bardeschi, insieme al suo team, ed ha già ottenuto il via libera dalla Soprintendenza ai beni architettonici ed ambientali della Calabria. A darne notizia, è stata l'architetto Elisabetta Dominijanni, tecnico comunale, contattata ieri. Ci ha assicurato che i lavori sono al nastro di partenza, e saranno preceduti da una fase di indagini preventive geologiche ed archeologiche, che inizierà in questi giorni. Dopo le indagini si procederà al consolidamento del declivio, tramite la realizzazione di una parete armata vegetale terrazzata, ed alla ricostruzione del muro di recinzione. Come si ricorderà, circa un anno fa, parte del muro di delimitazione del terrapieno si è ribaltato sulla strada, a seguito di profonde lesioni e dopo essersi inclinato vistosamente. Il crollo è avvenuto in concomitanza alla realizzazione di alcuni lavori stradali in via esterna Verdogne e dopo un periodo di intense piogge. In corrispondenza del muro crollato in via esterna Verdogne, situato alla base del terrapieno, è possibile notare, sul muro della fortezza soprastante, alcune importanti lesioni, oltre a fessurazioni diffuse su tutta la parete. Sotto la cortina del castello c'è un parcheggio, che è aperto normalmente con decine di auto in sosta. Le lesioni verticali, tra Bastione San Giacomo e Bastione Santa Caterina, sono simmetriche, una a sinistra, una a destra, una centrale. È quest'ultima, osservata a occhio nudo, che sembra essersi allargata. Anche lateralmente l'angolo del bastione sud è interessato da una lesione che corre dal basso verso l'alto e per tutta l'altezza del muro, esattamente come nella parte anteriore. In alcuni tratti, le fenditure, sono invase da vegetazione, anche abbondante. È bastato parlare con i residenti nel quartiere per avere conferma delle impressioni ricavate osservando ad occhio nudo lungo le possenti mura della fortezza. «Le lesioni del castello sono aumentate, non erano larghe così ha assicurato Antonio Marullo, gestore di un ristorante in via esterna Verdogne, poco più in là a ridosso del crollo del muro specialmente la lesione centrale è più larga». «Io quelle lesioni le tengo d'occhio: le osservo ogni giorno ci ha raccontato e sono molto amareggiato. La gente non passa volentieri da queste parti, se non per necessità. La mia attività va male ed ho tenuto chiuso per tre mesi. Lo stesso è successo al bar, che ha cambiato gestione. Da quando la strada è interrotta per il crollo del muro, tutti gli esercizi commerciali di questa strada sono in difficoltà». I bambini, poi ha fatto notare Marullo scavalcano la palizzata e vanno a giocare a pallone nell'orto e c'è un parcheggio là sopra, dove si vedono le macchine». Come si ricorderà, in seguito al crollo del muro di via esterna Verdogne, intervenne a Crotone il soprintendente dei beni architettonici della Calabria, Stefano Gizzi, che assicurò la massima attenzione. Per la Soprintendenza ai beni architettonici della Calabria, abbiamo preso contatto telefonicamente con il responsabile d'area, architetto Pasquale Lopetrone, (conosciuto, tra l'altro, anche per gli eccellenti lavori di restauro del castello di Santa Severina). Lopetrone ha confermato la presenza presso l'ente comunale di alcuni progetti avviati ed in fase esecutiva per il consolidamento ed il restauro del castello di Carlo V. Ci ha spiegato che la soprintendenza non ha fonti finanziarie tali da poter procedere autonomamente al restauro dei beni, ma si occupa della tutela, in merito alla valutazione dei progetti presentati dagli enti locali. Abbiamo chiesto al funzionario, se esiste un sistema di monitoraggio statico e di misurazione delle lesioni, ma Lopetrone ha risposto di non essere a conoscenza di progetti indirizzati in tal senso. L'architetto Dominijanni ci ha riferito che circa una decina d'anni fa, la struttura del castello, proprio in quel tratto, è stata interessata da opere di consolidamento, che hanno previsto il rafforzamento delle fondazioni, attraverso l'uso di micropali. condividi su OKNOtizie condividi su Facebook condividi su Del.icio.us
SICILIA - Il muro verrà rifatto. E il castello? Aspetta
Riassunto in 200 parole:
I lavori di consolidamento del declivio di Orto Candela e la ricostruzione del muro di recinzione del castello aragonese di Crotone, in via Marina, inizieranno presto. Il progetto, presentato dal professor Marco Dezzi Bardeschi e dal suo team, ha ottenuto il via libera dalla Soprintendenza ai beni architettonici ed ambientali della Calabria. I lavori saranno preceduti da una fase di indagini preventive geologiche ed archeologiche. Il crollo del muro di recinzione, avvenuto circa un anno fa, ha causato lesioni visibili sulla parete del castello, tra i bastioni S. Giacomo e S. Caterina.
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