Lo scorso anno è venuto giù il tetto della maestosa residenza dei Salituri Forse non diventerà mai patrimonio mondiale dell'Unesco. Ma il centro storico di Castrovillari, così come quello dell'Avana, continua a segnare il passo: alcuni cittadini domiciliati del salotto medievale sono preoccupati per il cattivo stato in cui versano diversi stabili presenti in Piazzetta Civitanova, Largo Vescovado e su Via Giudecca. I crolli sono all'ordine del giorno; perché gli agenti atmosferici non si fermano difronte a niente. Anzi, aumentano le problematiche di un rione ritornato ad essere il "ventre molle della città". Oltre alle abitazioni disabitate (alcune sono state trasformate dai bambini in pericolose ludoteche), l'antico Palazzo Salituri, che lo scorso anno è stato interessato dal crollo di una parte del tetto, resta fuori da ogni possibilità di recupero; mentre Palazzo Gesualdi, nonostante la rapida ristrutturazione operata dall'Aterp, non è ritornato nella disponibilità della cultura cittadina. E c'è di più. Perché resta nebuloso pure il futuro del Castello Aragonese. L'antico fortilizio è al centro di lavori divenuti interminabili. Il portonaccio rimane chiuso, forse in attesa di altri soldini da utilizzare per completare un'operazione divenuta mastodontica. Non si parla nemmeno dello stato di degrado in cui naviga l'antico abitato di Castrovillari, vale a dire il Colle della Madonna del Castello, le cui fortificazioni si stanno sbriciolando tra i rovi, così come le strade e le antiche abitazioni. Qualcosa si muove per quanto riguarda il piccolo museo di Largo Vescovado, ma è davvero troppo poco rispetto al lavoro di programmazione che sarebbe necessario per definire il futuro di questo gioiello nascosto. Poche, oltre alla discutibilissima trasformazione di Piazzetta Civitanova ed i lavori di recupero in gestazione presso il Castello Aragonese, le iniziative imprenditoriali che ridanno fiato al borgo medievale, al tessuto economico della città ed al mondo dell'artigianato. Tengono ancora il Protoconvento (avrebbe bisogno di una nuova ed immediata opera di recupero) e le chiese monumentali presenti nella Civita. «Non sappiamo ha detto il presidente del gruppo archeologico del Pollino, avv. Claudio Zicari il perché di un così prolungato fermo dei lavori presso il Castello Aragonese. È chiaro ha aggiunto che Castrovillari ha bisogno di quello che sarà il centro turistico propulsivo della città. Per questo, richiamo l'attenzione dell'amministrazione e di tutti gli enti interessati su lavori che, nel centro storico, dovrebbero essere molto più rapidi, proprio per salvaguardare l'equilibrio storico del contesto». Anche il cattivo stato di alcune abitazioni ripropone la «necessità ha concluso Zicari di fare il punto della situazione, poiché ci sono troppe ferite aperte che meriterebbero un'attenzione ancora più marcata da parte delle Istituzioni che si occupano del patrimonio artistico della nostra cittadina».