Domani a Milano il coordinamento nazionale deciderà le prime risposte alle mosse del Governo Sindacati sul piede di guerra anche al Carlo Felice di Genova dopo il via libera da parte del consiglio dei ministri al decreto legge di riforma delle fondazioni lirico sinfoniche. Domani si riunirà a Milano il coordinamento nazionale dei sindacati: da lì usciranno le prime risposte alla mossa del governo. Compresa la possibile occupazione dei teatri lirici italiani. «Con questo decreto legge - accusano Nicola Lo Gerfo (Fials-Cisal) e Carmine Del Regno (Snater) - il ministro Bondi ha tradito la promessa che aveva formulato, di elaborare una vera legge di riforma del settore attraverso un percorso di concertazione con sindaci, sovrintendenti e sindacati. Invece, senza ascoltare nessuno, ha dato vita a un decreto confuso e penalizzante per tutti, per i lavoratori ma anche per le Fondazioni liriche». Fials e Snater hanno firmato insieme alla Uilcom un comunicato in cui tra laltro accusano il ministro Bondi di avere varato un decreto che tenta di «far pagare ai lavoratori il prezzo degli sprechi e delle inefficienze che da lungo tempo affliggono i nostri teatri, senza minimamente affrontarne le vere responsabilità gestionali e politiche». Uno dei più soddisfatti per questo decreto si è mostrato Marco Tutino, attuale sovrintendente del Comunale di Bologna e presidente dellAnfols, Associazione che raggruppa le fondazioni liriche e sinfoniche. Un motivo di polemica in più per Genova: negli ultimi tempi il nome di Tutino è circolato come possibile sovrintendente del Carlo Felice, quando sarà finito il commissariamento. «Abbiamo sentito anche noi questa voce - dicono i sindacalisti - Visto quello che è accaduto a Bologna, speriamo che la scelta del nuovo sovrintendente venga ben ponderata, per evitare che anche a Genova ci siano ripercussioni negative».