Nuovo strumento sarà testato domani in Sala Morone All'Università di Verona la scienza e l'arte sono sempre più alleate. L'ateneo è stato scelto per testare una nuova strumentazione scientifica molto promettente, uno spettroscopio FT-IR, messo a disposizione in esclusiva dalla casa costruttrice al Laniac, il Laboratorio di analisi diagnostiche non invasive per le opere d'arte antica, moderna e contemporanea dell'università diretto dalla professoressa Loredana Olivato. Questo strumento, applicabile ai beni culturali e non invasivo, sarà utilizzato in un test domani alla Sala Morone del convento di San Bernardino alle 10.30. Il test è aperto al pubblico. «È una delle prime applicazioni al mondo di tale strumento che si auspica possa arrivare a definire quali parti dei dipinti murali sono dipinte davvero a fresco o a secco, con significative implicazioni sulla futura conservazione», spiega Olivato. «L'indagine va ad integrare i risultati già raggiunti con la strumentazione in dotazione al Laniac, utilizzata da un'équipe di esperti storici dell'arte, fisici e chimici, che sta studiando come mai prima d'ora la Sala Morone. Un affascinante ciclo affrescato del primo Cinquecento».