Non bastava il tortuoso percorso dei lavori di sistemazione della centralissima piazza Vittorio Emanuele II, adesso la città di Monopoli soffre anche lo smacco urbanistico dovuto alla bocciatura del Pug. Ora i veri responsabili della defaillance pianificatoria, a mio giudizio, non sono soltanto lurbanista incaricato, lo staff tecnico-scientifico e gli esperti di appoggio locale e provinciale, i frequentatori dei vari partecipapug e, per finire, i nostri rappresentanti politici. Ma soprattutto una dose di menefreghismo, unita ad una maniera bizzarra di interpretare la politica urbanistica nostrana, a partire dalla metà degli anni novanta, allorquando la città dovette uscire con le ossa rotte dal commissariamento prefettizio, causa infiltrazioni malavitose, che coincideva con la fine della validità ventennale del Prg Piccinato. Da allora ci sono voluti più di una dozzina danni per capire che il piano andava rifatto subito, per evitare tutte quelle speculazioni edilizie (peraltro agevolate da una legislazione regionale diversamente e allegramente interpretata) che hanno avuto luogo (e continuano tuttora) in città e nellagro e a seguito di lunghi contenziosi. Mi riferisco principalmente allutilizzo indiscriminato dei cosiddetti "piani di recupero" delle aree urbane degradate e dello "sportello unico" nelle zone extraurbane. Perciò non mi sono mai meravigliato che, una volta messo mano alla nuova pianificazione, tutti quei carichi edilizi "eccedenti" avrebbero compromesso una serena previsione urbanistica e turbare le aspettative imprenditoriali civili, industriali, turistiche, agricole e sociali, dovendo assecondare ex lege tutte quelle opere dinteresse collettivo, ancorché la salvaguardia dellambiente, degli standard urbanistici minimi, attraverso la necessaria conservazione delle cosiddette invarianti strutturali del territorio. Senza tener conto della consistente produzione edilizia "spontanea", né di quella altrettanto voluminosa che deriva dallattuazione, oggi più che mai in corso, delle aree cosiddette "residenziali dellagro" (agricole di fatto), che alla fine costituiranno vere e proprie cittadine satelliti. I numerosi rilievi in sede istruttoria, riportati nella proposta di deliberazione della Giunta regionale sono tranchant e invitano a una rivisitazione integrale del Pug: sembra quasi che gli estensori materiali abbiano operato in completo disaccordo non solo con il professore incaricato, ma anche con tutti gli altri organi regionali preposti al controllo della copianificazione, stando la facilità con cui è stata introitata la controversa selva di emendamenti e osservazioni, forse sfuggita di mano anche agli stessi organi politici locali. Faccio un solo esempio riportando un aneddoto vissuto da me in prima persona nellautunno del 2007. Quando chiesi al prof. Oliva per quale motivo avesse cancellato liniziale prevista costruzione di opifici verso nord, oltre la tangenziale s.s.16, preferendone lespansione in direzione del centro abitato, mi rispose con quattro parole: "Per non consumare territorio". E già! Oggi, scopriamo invece che quel (forse imposto) risparmio di suolo esterno doveva serviva per soddisfare il 25 in più del fabbisogno insediativo individuato ai margini interni della zona industriale, che autorizza capannoni, uffici, accessori e anche ampi appartamenti per il custode. Il tutto da realizzare, ovviamente, allinterno di pregiati uliveti secolari. ambientalista
PUGLIA - la campagna di Monopoli rischia il nuovo saccheggio
La città di Monopoli ha subito un smacco urbanistico a causa della bocciatura del Pug, un piano di sviluppo che avrebbe dovuto essere rifatto per evitare speculazioni edilizie. Il piano prevedeva la costruzione di opifici verso nord, ma è stato cancellato e sostituito con l'espansione del centro abitato. Questo ha causato problemi di pianificazione urbanistica e ha turbato le aspettative imprenditoriali e turistiche. I rilievi in sede istruttoria hanno mostrato che gli estensori materiali del piano hanno operato in disaccordo con il professore incaricato e con gli organi regionali.
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