I migratoristi di Niscemi contro i vincoli paesaggistici: «Dalla Regione provvedimenti contrastanti» Alcuni componenti dellAssociazione migratoristi di Niscemi Niscemi. Ritenendo che il territorio di Niscemi è già penalizzato da numerosi vincoli e che non è pertanto opportuno soffocarlo ulteriormente anche con quelli disposti dal Piano paesaggistico provinciale, l'associazione socio culturale territoriale dei migratoristi italiani di cui è presidente Francesco D'Agostino, ha reso nota l'imminente presentazione di un ricorso avverso al provvedimento. «Per i tre giorni della Sagra del carciofo - ha detto Francesco D'Agostino - abbiamo organizzato presso la nostra sede sita in via IV Novembre, ovvero frontalmente alla biblioteca comunale, una sottoscrizione popolare di firme finalizzata alla presentazione di un ricorso avverso al Piano paesaggistico provinciale da parte della nostra associazione. I cittadini possono attingere tutte le necessarie informazioni e troveranno esposte presso la nostra sede le mappe relative ai vincoli disposti dal Piano paesaggistico provinciale per rendersi conto di quanto il nostro territorio viene a trovarsi ancora una volta penalizzato dal provvedimento». Il vice presidente della locale sezione dei migratoristi italiani, Franco Berinati, chiarisce poi numerosi aspetti relativi ai vincoli ed aggiunge: «accade che con l'ultimo decreto dell'assessorato regionale territorio ed ambiente, l'area della sughereta è stata ridotta a 1000 ettari, mentre con il Piano paesaggistico provinciale disposto dall'assessorato regionale ai beni culturali ed ambientali, è stata aumentata a 3 mila 140 ettari e con l'esistenza di 3 vincoli nella stessa area. I due provvedimenti contrastano, mentre altre zone sono state vincolate come la zona di frana sotto il Belvedere con i famosi calanchi, la zona Asi del Comune, quella Zps per circa 300 ettari e quella dove insistono vincoli idrogeologici». Il consigliere della sezione dei migratoristi italiani, Silvestro Arca, conclude: «è paradossale come il Piano paesaggistico vincoli il mantenimento urbano di tutto il centro storico della città, quando in realtà, andrebbe salvaguardato soltanto qualche palazzo di vero interesse storico. Da parte del Comune, di politici locali e provinciali, riteniamo che ci sia stata poca informazione del Piano paesaggistico verso i cittadini ed invitiamo tutte le associazioni, anche di categoria ed i sindacati ad opporsi al piano paesaggistico presentando ricorsi». A. D.