Gli scavi nellarea della chiesa della Pirrera il cui studio è stato presentato ieri mattina al ... Santa Croce.Presentato ufficialmente ieri mattina al Municipio di Santa Croce il progetto di collaborazione culturale, scientifica, didattica e di promozione avviato per lo studio della basilica bizantina della Pirrera. Si tratta di un accordo siglato fra il Comune di Santa Croce, la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Ragusa ed il Dipartimento di Archeologia dell'Università della Calabria. Grazie a questa intesa una equipe di 20 studenti universitari che frequentano il corso di archeologia è arrivata in provincia di Ragusa lo scorso 11 aprile, ospite di alcune strutture ricettive santacrocesi. A guidare l'equipe Giovanni Di Stefano, che oltre ad essere dirigente del Servizio Beni archeologici di Ragusa è anche docente di Archeologia tardo-antica. Gli studenti si occuperanno del recupero della Basilica bizantina i cui resti si trovano in contrada Pirrera. Fra le altre cose effettueranno alcune attività di scavo archeologico degli ambienti collaterali alla chiesa con la raccolta, la catalogazione e lo studio dell'antica ceramica rinvenuta nello scavo. Dopo circa 50 anni di abbandono la Basilica è stata ripristinata lo scorso anno, grazie alla sponsorizzazione di una ditta di Santa Croce che ha investito nella struttura. Oltre alle attività di scavo che, tra l'altro, saranno aperte alle scuole come cantiere pubblico, sono previste visite guidate ed uno stage tecnico scientifico. Al termine dei lavori, infine, sarà organizzato un incontro per esporre i risultati del lavoro svolto. "Dopo i lavori di restauro al Bagno Arabo e gli interventi al Parco di Caucana ora è la volta della chiesa Bizantina della Pirrera- ha dichiarato il sindaco, Lucio Schembari- tutti in collaborazione con la Sovrintendenza. Per Santa Croce questi sono momenti importantissimi, non solo perché i nostri reperti vengono studiati e curati da esperti del settore, ma anche perché gli studi che verranno effettuati saranno motivo di discussione fra gli archeologi di tutto il mondo." A sostenere la tesi del Sindaco anche Di Stefano: "Queste collaborazioni sono importantissime per internazionalizzare l'interesse verso l'archeologia iblea e per la conoscenza del nostro patrimonio archeologico". "Abbiamo rimesso in luce un vecchio scavo- ha aggiunto Francesco Procopio, uno degli studenti all'opera- e sono stati trovati dei muri intorno alla chiesa. Dovremmo stabilire se appartenevano ad un centro abitato, successivo o precedente alla Basilica, o se invece fanno parte della stessa chiesa". Nadia D'Amato 17042010