Un gioiello trascurato di cinquemila metri quadrati Una mobilitazione per far rifiorire l'orto di Brera. Un gioiello verde di cinquemila metri quadrati trascurato da troppo tempo. Aldo Bassetti, il presidente dell'Associazione Amici di Brera sogna un «orto-giardino di grande impatto, con un nuovo ingresso». E per sostenere l'operazione sono già scesi in campo il Dipartimento di Biologia dell'università, Orticola, il Rotary e, naturalmente, l'Associazione degli Amici di Brera. A immaginare la scena, si stringe il cuore. Pensate a un inglese, o a un giapponese, che arrivano a Brera. Destinazione: Orto Botanico. Dovrebbe essere un luogo di suggestione e contrasto: fuori la storia, raccontata da un dedalo di vie ad alta densità di palazzi storici; dentro la natura, luce che filtra nel verde regalando quiete ed emozioni. Dovrebbe, appunto. Davanti al portone d'ingresso, al civico quattro di Fiori Oscuri, il turista non sa dove andare: nessuna targa in dica la presenza dell'orto. Per raggiungerlo, affronta uno slalom fra bidoni della spazzatura e macchine. Il premio finale? Manca! Il piccolo orto, cinquemila metri quadri creati nel 1774 da Maria Teresa d'Austria, ha il cuore affaticato. Alberi storici, piante esotiche, cespugli autoctoni soffocati da specie comuni. erbacce. infestanti. In rovina le vasche per le specie acquatiche. Puntellata alla meglio una parte del muro di cinta che soffre per gli interventi nel giardino vicino. Il palleggio di competenze ha frenato gli interventi. Ma qualcuno si è ribellato. Aldo Bassetti, classe 1926, presidente dell'Associazione Amici di Brera, tempra d'acciaio e spirito impetuoso, ha deciso di passare all'azione, Racconta di sognare «un orto-giardino di grande impatto, con un nuovo ingresso, serre nuove al posto di quelle ricostruite dopo la guerra, senza continuità stilistica con le testate del Piermarini rimaste integre» e soprattutto di volerlo legare a filo doppio alla città, per farlo conoscere. «E' una vergogna», dice, «che un simile gioiello sia ignorato». Bassetti parte all'azione. Dopo aver contattato e ricevuto l'assenso del Dipartimento di Biologia della Statale - dagli anni 50 gli orti botanici sono di sua pertinenza -, cerca finanziatori: per i primi interventi, e per assicurare continuità. E coinvolge il Rotary Brera e Orticola. «Non ci sarà alcuno stravolgimento dell'impianto storico, di grande valore», anticipa Carlo Soave, ordinario a Biologia e delegato agli orti botanici «Partiamo con la messa in sicurezza del muro, l'impermeabilizzazione delle vasche, la pulizia dei viali e il riordino strutturale delle aiuole. E puntiamo», sottolinea, «a inserire l'orto nel percorso museale della Pinacoteca». «C'è da mettere subito mano alla flora», aggiunge Francesca Mazzotto Caotorta, vicepresidente di Orticola. «Un lavoro di pulizia per eliminare erbacce e arginare le infestanti, o visto aiuole soffocate da farfara e symphytum, notato l'avanzata dell'aegopodium, che in Inghilterra ha creato danni notevoli nei giardini. Ci sono cartellini sbagliati o inesistenti per specie rare. E la ghiaia, da risistemare, vasi vuoti, immondizia. Che peccato! Il potenziale di questo luogo è immenso, lo sdegno ci vuole!». «E noi ci siamo», conferma Antonio Ansaldi, past president del Rotary Brera. «Con 30 mila euro per i primi lavori, poi si vedrà».