Spettacolo. Con decreto tegge blocco per due anni dette assunzioni ROMA. Arriva per decreto legge il salvataggio delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche, cinque delle quali commissariate. Le misure di aiuto al settore in una condizione economica di rosso sempre più profondo, con perdite complessive che dal 2002 al 2008 hanno oltrepassato i 200 milioni, alle quali si aggiunge il peso di interessi passivi al galoppo (9,5 milioni nel 2008) per via del continuo ricorso ai prestiti bancari sono state messe a punto dal ministero dei Beni culturali e approvate ieri da Palazzo Chigi. Gli interventi più incisivi riguardano il personale, che nel 2008 è arrivato a costare 340 milioni e assorbe per intero il 47 del Fus (fondo unico per lo spettacolo, che nel 2009 è stato di 457 milioni complessivi) che il ministero destina alla lirica. Il personale, insomma, costa più di quanto lo stato metta a disposizione del settore. Per questo i Beni culturali hanno deciso di intervenire introducendo l'esclusività del rapporto di lavoro (eventuali prestazioni di attività autonoma devono essere autorizzate dal sovrintendente), tagliando del 50 il trattamento economico aggiuntivo, imponendo per due anni il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato, che potranno ripartire dal 2013 nel limite consentito dal turnover. Per quanto riguarda, invece, il personale a tempo determinato, le assunzioni non potranno superare il 15 dell'organico. Giro di vite anche sulle attività di missione all'estero, alle quali si applicheranno le regole del pubblico impiego. Sono inoltre previste norme per aumentare produttività è qualità dell'attività delle fondazioni, ma saranno futuri regolamenti ministeriali a entrare nel dettaglio. Infine, è stata fissata in 45 anni l'età della pensione di ballerini e tersicorei (oggi 52 per gli uomini e 47 per le donne).