ECONOMIA E POLITICA L'immobiliare gioca in Difesa. Il ministero guidato da Ignazio La Russa, ha debuttato ieri a Venezia, al salone del turismo immobiliare, Tre Expo, organizzato da Expo Venice spa, presieduta da Piergiacomo Ferrari, presentando il pacchetto delle proprie dismissioni eccellenti. «Un'eredità di valore, l'ha definita il ministero della Difesa, riferendosi al proprio patrimonio immobiliare per il quale cerca operatori disposti a realizzare operazioni di trasformazione e valorizzazione. Un pacchetto che è stato presentato alla community immobiliare dopo l'esordio, in anteprima, al Mipim di Cannes, dove le proprietà edilizie del ministero di La Russa hanno suscitato numerose, almeno 400, manifestazioni di interesse da parte di operatori italiani e stranieri, secondo quanto ha fatto sapere, ieri a Venezia, il generale Alessandro Montuori del IV reparto di Stato Maggiore della Difesa, nel suo intervento in apertura del salone immobiliare indirizzato al turismo all'Arsenale fino a domenica. E si capisce il perché dal momento che a scorrere la brochure preparata dal ministero della Difesa si trovano fotografati siti che possono davvero avere una futura destinazione turistica se opportunamente valorizzati e trasformati. Nell'elenco compaiono, tra gli altri, anche i fari della Marina di Livorno nell'isola della Palmaiola, piuttosto che quello dell'isola Bocca, in Sardegna, oppure, sempre in Sardegna, quello di Carloforte a Capo Sandalo, o quello di Pantelleria a Punta Spadillo dove il ministero della Difesa intende valorizzare anche la caserma Barone, come pure il forte Cavour dell'isola della Palmaria, davanti a Portovenere (La Spezia). Non basta, nell'elenco figura il comprensorio immobiliare di via San Gallo, in pieno centro a Firenze, o ancora la caserma Matter di Venezia, il distaccamento dell'aeronautica a Tonezza del Cimone, nell'Appennino-tosco-emiliano. Un vero tesoro che vede una lista ancor più lunga che comprende, al salone di Venezia, perlopiù fari su isole appetibili dal punto di vista turistico fra i quali anche i fari della Guardia Marina di Ponza, dell'isola dell'Asinara, di Marettimo, dello scoglio delle Formica Maggiore, in Toscana, al largo dell'isola del Giglio, di Messina, insieme a un altro paradiso marino come l'isola di San Paolo, Taranto (nella foto). Senza parlare dell'Arsenale di Venezia (sulla rivalutazione si è svolto ieri un seminario dello Iuav a Venezia) e dell'Idroscalo Sant'Andrea al Lido di Venezia. «La Difesa è conscia di avere un patrimonio di valore nei centri delle città, nelle isole, sulle coste e in montagna. E per i siti non più utilizzati, o per i quali non ha le risorse per la manutenzione, intende verificare l'interesse di operatori a partecipare a operazioni di trasformazione e valorizzazione, anche in senso turistico, con lo scopo di recuperare risorse». Non alienazioni ma, come ha spiegato il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, la proprietà resterà pubblica ma l'immobile verrà dato in uso per un certo numero di anni a fini turistici». In tempo di crisi la dismissione del patrimonio immobiliare pubblico è destinata a subire un'accelerazione per contribuire al riequilibrio dei conti pubblici, secondo la tesi di Scenari Immobiliari, la società di ricerca specializzata presieduta da Mario Breglia, che organizza a Roma, la prossima settimana, un apposito convegno. La conferma è arrivata dal convegno inaugurale di Tre Expo dove il network dei Demani europei ha presentato i piani di riconversione anche delle aree ferroviarie.