Via alle visite al dipinto, un manifesto delle idee di Savonarola La tavola di Filippino sarà esposta nel Museo di pittura in S. Domenico PRATO. Il quarto capolavoro di Filippino Lippi ritorna a casa. Da questo pomeriggio anche il "Cristo in croce" sarà esposto nel Museo di Pittura Murale di San Domenico. Il quadro, acquistato dall'amministrazione comunale lo scorso 27 gennaio per 950 mila dollari all'asta battuta da Christie's a New York, si ispira alle prediche del Savonarola, il frate che predicava la rigenerazione morale; essenzialità e stimolo al pentimento, sono i due aspetti dominanti. Il dipinto è l'unica parte giunta fino a noi della Pala dei Valori, commissionata al pittore da Paolo Valori. «L'influenza del Savonarola - ha spiegato la funzionaria della Soprintendenza Cristina Gnori - era particolarmente sentita a Prato, visto che il frate tenne ben quattro predicazioni in questa città». Le altre opere di Lippi conservate a Prato sono la Predella della Pala di Santa Margherita, il Tabernacolo di piazza Mercatale, ricostruito dopo la seconda guerra mondiale, e la pala dell'Udienza. «Dopo essere appartenuto ai più importanti collezionisti del Novecento - ha sottolineato la conservatrice del Museo civico Maria Pia Mannini - finalmente il "Cristo in croce" torna a casa e potrà essere ammirato da tutti». In realtà il quadro avrà bisogno di un lieve intervento di restauro, poi ritornerà nella stanza del Museo, dove ci sono altre opere del pittore, in attesa di trovare la sua definitiva sistemazione in Palazzo Pretorio. Intanto questo pomeriggio alle 17 ci sarà una preview dedicata a tutti i pratesi, mentre in occasione della Settimana della Cultura l'ingresso al museo sarà gratuito; sono poi previste domani alle 11 la visita guidata con Maria Pia Mannini e le aperture straordinarie del museo anche nei pomeriggi di domenica 18 e 25 aprile dalle 15 alle 18, accompagnate dalle note immortali del Requiem di Mozart eseguito dalla Camerata strumentale Città di Prato, registrata in Duomo nel 2002. «Stiamo pensando, intanto, a un grande evento per l'autunno - ha sottolineato Anna Beltrame - Mi auguro che come a Parigi sono accorse tantissime persone ad ammirare i tesori del nostro Rinascimento, anche a Prato possano giungere tanti turisti e non solo». L'assessore non ha svelato altri particolari, ma forse, come si è augurata Cristina Gnori si potrebbe pensare ad una mostra che riunisca a Prato, anche se in modo temporaneo, i capolavori di Filippino Lippi. Particolarmente soddisfatto per l'acquisto del quadro il sindaco Roberto Cenni, che per primo si è accorto della presenza del Crocifisso all'interno del catalogo, e il mercante d'arte Fabrizio Moretti che ha portato avanti, per conto dell'amministrazione, l'intera operazione. «E' una vera e propria gemma del Rinascimento - ha detto l'esperto - che incredibilmente si trovava sul mercato e che avrebbe potuto benissimo raggiungere un prezzo di 500.000 dollari, ma sono riuscito a fermare i numerosi concorrenti e ad acquistarlo per un prezzo decisamente inferiore. Se non avesse partecipato all'asta anche il Comune di Prato avrei avuto piacere di acquistare l'opera per la mia galleria».