PRATO. Doveva essere il biglietto da visita della giunta Cenni alla città, il primo vero test di prova di questa legislatura. E invece è un piatto che piange quello degli investimenti chiamati a ridisegnare il volto di Prato fino al 2012. Cosi almeno, la manovra finanziaria del Comune vista con gli occhi del gruppo consiliare Pd, per il quale l'esecutivo avrebbe dato prova di poca progettualità e tanta rinuncia rispetto alla partita dei finanziamenti regionali. Il semaforo rosso dei democratici si è acceso in vista della discussione del bilancio in Consiglio comunale, programmata per il 29 aprile. E le critiche sollevate ieri mattina dal capogruppo Massimo Carlesi e dai colleghi Enrico Giardi, Simone Mangani, Matteo Biffoni e Nicola Oliva, chiamavano sul banco degli imputati il piano triennale delle opere pubbliche, una parte delle quali finanziate con le alienazioni dei beni comunali. «Non ci scandalizza che l'amministrazione metta in vendita i terreni ex Salvi Cristiani (8 milioni d'euro il valore presunto d'alienazione, ndr) - ha esemplificato Carlesi - ma il non sapere le finalità dell'operazione. E' evidente che dietro tutto questo ci sia un progetto edificatorio. Ma in campagna elettorale Cenni non aveva detto basta alle colate di cemento in città? Se poi si va a leggere la voce del cambio di destinazione urbanistica per i beni da alienare, quest'ultima non è chiara. Mancano le condizioni urbanistiche». Nel mirino anche il meccanismo con cui questa giunta avrebbe applicato la legge 10 sui proventi degli oneri di urbanizzazione, «il 63 dei quali è stato deviato sulla spesa corrente e non sul capitolo investimenti». Numeri alla mano, quest'ultimo così si distribuisce nell'arco del triennio: circa 44 milioni d'euro per il 2010, 45 per il 2011 e 26 per il 2012. «E' un piano di opere pubbliche penalizzante per questa città - ha sentenziato Giardi -. E nessuna alienazione, da cui questa giunta intende ricavare le risorse per la manutenzione straordinaria degli edifici scolastici, partirà nel corso del 2010». Allarme anche per l'emergenza abitativa, visto che nel patrimonio da alienare rientrano alcuni edifici di via Gobetti, via Bologna e via Santa Trinita adibiti ad alloggi provvisori. Infine il capitolo delle promesse mancate del sindaco, sempre secondo i consiglieri del Pd. «Come il sottopasso in via Montalese rimandato al 2011 e la riqualificazione del laghetto ex Alcari per il quale non è stato stanziato un centesimo».
PRATO - Il Pd boccia il piano delle alienazioni comunali
La giunta Cenni di Prato ha presentato un piano finanziario che ha generato critiche da parte del gruppo consiliare Pd. La manovra finanziaria prevede l'alienazione di beni comunali, come i terreni ex Salvi Cristiani, senza chiarire le finalità dell'operazione. I consiglieri del Pd hanno sollevato anche critiche sulla mancanza di progettualità e sulla rinuncia alle promesse di investimenti. Il piano prevede una riduzione dei finanziamenti regionali e non stanziati fondi per la manutenzione straordinaria degli edifici scolastici. Inoltre, la giunta ha promesso di non alienare alcune opere pubbliche nel corso del 2010, ma non ha fornito informazioni sulla destinazione urbanistica dei beni da alienare.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo