Un dossier sulle conseguenze che le scelte del governo e dellassessore Gaetano Armao «rischiano di produrre in Sicilia nel settore dei Beni culturali, dallannuncio della privatizzazione dei musei al disegno di legge sulla semplificazione, dalla riorganizzazione legata alla riforma dei dipartimenti, ai tagli previsti in Finanziaria». A presentarlo sono stati ieri i sindacati Fp-Cgil, Cobas-Codir, Sadirs, Ugl e Uil-Fp, che adesso lo consegneranno alle commissioni dellArs. «La situazione - dice Giancarlo Salzano, della Cgil - è gravissima. Si sta indebolendo il sistema pubblico di gestione dei Beni culturali per aprire le porte ai privati. Armao parla di partenariato pubblico-privato e non di privatizzazione, ma sappiamo cosa hanno prodotto in passato percorsi simili in settori come acqua e rifiuti». Fp-Cgil, Cobas-Codir, Sadirs e Uil-Fp hanno criticato il disegno di legge presentato da Armao per la semplificazione delle procedure nel settore dei Beni culturali: «Sotto il titolo semplificazione - dice Michele DAmico, dei Cobas - si camuffa la precisa volontà di vanificare ogni concreta azione di tutela delle soprintendenze». «Anche la riforma dei dipartimenti rischia di minare il sistema», dice Peppe Salerno, del Sadirs. Alla presentazione del dossier hanno preso parte numerosi addetti ai lavori. «Il progetto di partenariato con i privati per la gestione dei Beni culturali proposto da Armao - dice Sebastiano Tusa, soprintendente del mare - è molto generico». Mentre Alida Emma dellAib, lAssociazione biblioteche della Sicilia, denuncia «come lufficio beni archivistici sia finanziato con due capitoli, rispettivamente di mille e 285 mila euro»: «Le spese per le biblioteche regionali in dieci anni sono state tagliate del 90 per cento». a. fras.