Antica, medievale, moderna. Non cè un solo secolo darte e archeologia che sfugga alla Campania. Gli oltre duecento eventi in programma per la "Settimana della cultura", sparsi a macchia di leopardo nella regione, parlano da sé, offrendo itinerari e visite guidate gratuite in luoghi spesso tralasciati da cittadini e turisti. La Salerno longobarda ne è un esempio. Oggi alle 17 riapre la cappella Palatina del complesso di San Pietro a corte, dopo una lunga stagione di restauri, iniziata negli anni Settanta. Ad alzare i calici, il sindaco Vincenzo De Luca, il soprintendente Giuseppe Zampino e Gennaro Miccio, direttore del progetto. Seguirà, al Museo della scuola medica salernitana, una riproposizione virtuale dellapparato decorativo nella cappella. Dai pavimenti e pareti mosaicate in ben cinque tipologie diverse di disegno, alla pala tardo rinascimentale, commissionata dallabate Decio Caracciolo (oggi al Museo diocesano), fino ai cinque altari barocchi, tre dei quali recuperati. Ledificio, stratificato, fu costruito verso la fine dellottavo secolo per volere del re Arechi II, che rese Salernum capitale della Longobardia inferiore. Poggia su un edificio termale romano, riutilizzato come luogo di sepoltura paleocristiana dal quinto secolo in poi. Fino a tutto il Quattrocento, ospitava le cerimonie di laurea della dotta scuola medica della città. Ingresso libero fino a domenica 25 al museo archeologico di Paestum (telefono 0828 811 023. Orario visite dalle 8.45 alle 18.45), che ci racconta le peripezie di un manufatto, tornato nella sua terra dorigine dopo oltre 2300 anni.