Lannuncio di Bondi, modello pubblico-privato come il Museo Egizio di Torino Il commissario Fiori: incassi più 20. In arrivo sovrintendente ad interim DAL NOSTRO INVIATO POMPEI - Pompei verso una Fondazione. La formula pubblico-privato per larea archeologica più importante del Mediterraneo, nello stesso mix del Museo Egizio di Torino, il solo realizzato da dieci anni, da quando cioè esiste la normativa che vuole rivoluzionare la gestione dei beni culturali. È lannuncio del ministro Bondi, che ieri con il neogovernatore campano Stefano Caldoro ha usato Pompei come trampolino di lancio per la dodicesima Settimana della Cultura (450 musei a ingresso gratuito dal 16 al 25 aprile). Nel giorno del pensionamento della soprintendente archeologa di Napoli e Pompei Maria Rosaria Salvatore, il commissario delegato per larea di Pompei Marcello Fiori ha presentato insieme alla Casa di Polibio e quella dei Casti Amanti, visitabili per la prima volta, i dati della sua gestione. «Abbiamo incrementato i visitatori del 15 per cento e gli incassi del 20 - ha detto - Per la tutela del patrimonio e la sua messa in sicurezza sono stati spesi 40 dei 79 milioni di euro stanziati in due anni. Ci sono ancora tre importanti restauri da fare e trenta progetti con i 39 milioni di euro rimasti». Un bilancio lusinghiero per Bondi, che è valso a Fiori una proroga in diretta fino al 2011 della sua nomina in scadenza a giugno. Diciotto mesi fa il ministro spedì luomo di Bertolaso a Pompei dopo una campagna di stampa che vedeva cani randagi e degrado dappertutto. Oggi i cani che vengono abbandonati nei prati di Pompei hanno un collarino e un nome da antico romano, ma, tanto per dirne una, la segnaletica insufficiente fa ancora perdere la strada a molti visitatori. Intanto la soprintendente va via e la parte della tutela, da sempre affidata dallo Stato a uno studioso, resta scoperta. Si fa il nome del segretario generale del ministero Giuseppe Proietti, che svolge già da esterno loneroso ruolo di soprintendente di Roma. «Sarebbe unottima nomina, è un grande archeologo», commenta il ministro. E aggiunge: «Potrebbe reggere Pompei ad interim». Sulloperato del commissario lopinione dei sindacati diverge: se al segretario nazionale dellUgl Renato Petra è sembrato tutto ben fatto («finalmente i fondi di Pompei non sono andati perduti»), per Gianfranco Cerasoli della Uil «il commissario farebbe meglio a rendere pubblico il metodo di affidamento degli appalti». Il tempo di completare il suo piano biennale, comunque, e poi Fiori passerà la mano a una fondazione. Il modello? Il Museo Egizio di Torino. «Ci sono le condizioni - dice ancora Bondi - per studiare forme di gestione che rendano possibile la collaborazione con la Regione Campania, i privati, gli enti locali e le banche». Dalla platea Salvatore Nastasi, uomo chiave del ministero della Cultura, annuisce alle parole di Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale: «Pompei è cresciuta del 35 per cento - dice Resca riassumendo i dati di Fiori - e migliora anche lindotto». Dati che soddisfano il ministro, che afferma essersi rivelata «una scelta giusta» quella di Resca come direttore generale del Mibac. «Giudicateci sulla base di questi risultati - sottolinea Bondi - su una realtà non di parte, che non sia fondata sulle appartenenze politiche». Nella futura fondazione, dunque, Mibac, Regione (Caldoro: «Sono in totale sintonia col ministro»), enti locali e banche. Lorganismo che esiste dal 2004, ed è presieduto da Alain Elkann, è rimasto unico nel suo genere. E a parere di molti zoppica. Ma Bondi insiste: «Stiamo sottoponendo la formula a grandi banche internazionali. Pompei ha una risonanza mondiale, non sarà difficile trovare chi voglia associarsi con noi».