Pompei, dichiarata nel 1997 dall' Unesco Patrimonio mondiale dell' umanità per il suo valore di testimonianza della vita quotidiana e urbana nella civiltà romana, è una risorsa primaria da tutelare e valorizzare con l' impegno continuo di tutte le istituzioni, dalla Comunità europea al governo nazionale, dalla Regione Campania al Comune che include nel proprio territorio il sito, per realizzare un' auspicabile rete di obiettivi e una proficua sinergia di risorse con la Sovrintendenza archeologica di Napoli e Pompei e il Commissariato straordinario agli Scavi. Negli ultimi anni si sono registrati alcuni passaggi che lasciano intravedere l' intensa stagione di ricerca di nuovi orizzonti, avviata e sostenuta dalle istituzioni politiche territoriali, Regione Campania e Comune di Pompei. È il caso del progetto "Città di Pompei tra archeologia e religiosità", coordinato da Luigi Picone e svolto dal Centro interdipartimentale di ricerca in Urbanistica (Università Federico II), con l' obiettivo di valorizzare l' area archeologica, riqualificare il centro storico della città moderna con gli edifici monumentali e sanare la frattura tra i quartieri di espansione e le aree rurali. L' intero progetto ruota intorno alla ricostruzione delle trasformazioni e dell' identità della città e alla lettura del territorio e del suo tessuto edilizio. Questo progetto sarà ampiamente esposto e discusso oggi, in occasione della Giornata internazionale dei monumenti e dei siti proclamata dall' Unesco, durante il convegno promosso dalla città di Pompei in sinergia con le università Federico II e Suor Orsola Benincasa "Pompei: la valorizzazione dei beni culturali e la riqualificazione della città" (Palazzo De Fusco, sala consiliare, ore 10,30). Ne parleranno Claudio D' Alessio (sindaco di Pompei), Antonio Varone (direttore degli Scavi), Antonio De Simone (Suor Orsola Benincasa), Luigi Picone, Vito Cappiello e chi scrive (Università Federico II). Inoltre nel 2009 si è tenuto il convegno internazionale "In viaggio a Pompei. Scrittori, artisti e giornalisti raccontano la città 1861-2009", con la partecipazione, tra gli altri relatori, di Cesare de Seta e Alberto Angela. La scelta di partire dall' Unità d' Italiaè sostanzialmente strategica, sia in vista dell' imminente 150 anniversario, sia perché dagli anni Settanta dell' Ottocento accanto al polo archeologico, di cui la letteratura italiana ed europea dal Settecento a oggi continua a nutrirsi, nasce e si sviluppa il polo religioso attorno al santuario, che giornalisti, scrittori, artisti e registi guardano sempre più con interesse. Al flusso del turismo culturale si affianca il flusso dei pellegrini, provenienti prima dal Mezzogiorno d' Italiae poi da ogni parte del mondo, e se talvolta il ruolo del turista e quello del pellegrino restano separati, talaltra si intrecciano. Dal convegno è nato il progetto scientifico del Museo "Pompei e il Grand Tour in Italia", che sarà sistemato nello storico Palazzo De Fusco. Un' équipe di esperti, coordinata da Pietro Graziani (dirigente del ministero dei Beni culturali), è già al lavoro, in attesa che la Regione Campania intervenga con un congruo finanziamento che renda possibile l' allestimento. Il Museo del Grand Tour si articolerà in percorsi reali tra le varie sale per ammirare i materiali espositivi e in percorsi virtuali per navigare attraverso la storia. Nella sala dell' iconografia troveranno spazio le immagini di Pompei archeologica dalla scoperta del 1748 (Desprez, Piranesi, Gigante) e della Pompei religiosa dalla fondazione nel secondo Ottocento a opera di Bartolo Longo. Nella sala della letteratura europea di viaggio sarà possibile leggere i resoconti d' illustri archeologi come sir Austen Henry Layard o le riflessioni di Sigmund Freud sul seppellimento nel 79 d. C. di Pompei, una sparizione che conserva il passato, e la rimozione della psiche, per cui l' esperienza dello psicoanalista è paragonabile a quella dell' archeologo. Molto ricca sarà la sezione della letteratura italiana di viaggio dopo l' Unità, da "Napoli a occhio nudo" (1878) di Renato Fucini alla "Guida generale di Napoli, Pompei, Ercolano, Pesto, Stabia" (1892) di Salvatore Di Giacomo e Luigi Conforti. Dalla fine dell' Ottocento accanto al polo archeologico, che continua a dominare nella letteratura, anche il polo religioso incomincia a conquistare uno spazio. Lo dimostra Matilde Serao, che ambienta le scene iniziali del romanzo psicologico-mondano "Addio, amore" (1890) nel sito archeologico e descrive la devozione alla Madonna di Pompei sia nei ricordi di viaggio "Nel paese di Gesù" (1900), sia nel romanzo breve "Storia di due anime" (1904). Inoltre Eduardo De Filippo in "Napoli milionaria!" (1945) fa dire al protagonista Gennaro Jovine, tornato a casa miracolosamente dopo la seconda grande guerra: «Quanta vote aggio scanzato ' a morte! Ama' , proprio a pelo a pelo... Io aggi' a ì a Pumpei... ». La sezione di Pompei nella letteratura contemporanea è ricca di proposte: da "La bambina di Pompei" (1978) di Primo Levi al recente romanzo "Pompei" (2003) di Robert Harris, che avvicina il fuoco che ha avvolto e distrutto le torri gemelle di New York, segnale del lungo tramonto della civiltà occidentale, al fuoco che distrusse Pompei, segnale del lungo tramonto della civiltà romana. Nella sala del cinema si potranno gustare sia le note versioni schermiche de "Gli ultimi giorni di Pompei", nonché la periodica riemersione dei tipici scenari pompeiani nell' ambito del genere che arriva sino a "Il gladiatore" di Ridley Scott, sia la rievocazione della Pompei moderna (i nuovi giorni, senza peplum e lava) nel cinema del Novecento con il folgorante "Viaggio in Italia" di Roberto Rossellini. Infine nella sala della televisione saranno raccolti i documentari storici su Pompei fino a quelli di Piero e Alberto Angela e di Valerio Manfredi e nella sala dei pellegrini saranno proiettate le mappe dei percorsi, le immagini della devozione popolare e dei papi pellegrini (Giovanni Paolo II e Benedetto XVI). I due progetti "Città Pompei tra archeologia e religiosità" e "Pompei e l' Italia del Grand Tour" sono caratterizzati da un comune denominatore: valorizzare i beni culturali e riqualificare la città che, pur avendo sul territorio volti diversi, è e rimane una sola Pompei.
CAMPANIA - la valorizzazione dei beni culturali di Pompei
Il sito archeologico di Pompei è stato dichiarato Patrimonio mondiale dall'Unesco nel 1997. Negli ultimi anni, ci sono stati diversi progetti per valorizzare e riqualificare la città, tra cui il progetto "Città di Pompei tra archeologia e religiosità", coordinato da Luigi Picone, che mira a valorizzare l'area archeologica e riqualificare il centro storico della città. Il progetto sarà presentato in occasione della Giornata internazionale dei monumenti e dei siti proclamata dall'Unesco.
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