IL TAR di Lecce ha sospeso la realizzazione di quella che gli ambientalisti del Salento chiamano ormai "l' autostrada personale di Raffaele Fitto". Ieri sera il Tar di Lecce ha accolto il ricorso della Regione Puglia e da alcune associazioni ambientaliste. «Il Tar - ha spiegato l' avvocato Giovanni Pellegrino - ha accolto la seconda delle nostre richieste e cioè che il Cipe facesse una seconda fase di istruttoria per evitare lo scempio del promontorio di Leuca». Due giorni fa era stata la Regione ad impugna l' allargamento della statale 275. Con provvedimento urgente, la giunta regionale aveva approvato la costituzione in giudizio davanti al Tar di Lecce contro la delibera numero 76 del 2009 con la quale il Cipe approvòe finanzio l' allargamento della Maglie- Santa Maria di Leuca. Nella delibera l' avvocatura regionale, su sollecitazione diretta del governatore Vendola, definisce l' atto del Cipe "... non in coerenza le prescrizioni di carattere ambientale stabilite dalla Giunta regionale con dispositivo numero 965 del 07". Il perché è presto detto. Nel progetto del governo la 275 diventerà per un ampio tratto una strada a quattro corsia, per la cui realizzazione sarà necessario sacrificare decine di ulivi secolari. Contro quello che viene definito uno scempio ambientale si è schierato tutto il Pd leccese: "La bellezza di un territorio - si legge in una nota ufficiale - qual è il promontorio di Leuca, di grande rilevanza ai fini paesaggistici e ambientali, impone nei chilometri finali la realizzazione di una strada parco". Ma a cominciare la battaglia sono stati gli ambientalisti: «Non permetteremo a Fitto di costruirsi la sua autostrada personale abbattendo 10mila ulivi secolari» ha denunciato Luigi Russo del "comitato 275". A rappresentare la Regione al Tar è l' ex presidente della Provincia di Lecce, l' avvocato Giovanni Pellegrino che si è proposto di lavorare a titolo gratuito "in virtù della gratificazione morale che comporta il prestigioso incarico". Un precedente storico per la Regione che ha, comunque, stanziato duemila euro per sostenere le altre spese legali del ricorso.