Un frammento di circa quindici centimetri di marmo verde, incastonato in quelli bianchi di Carrara, si è staccato da una delle tre cuspidi di Santa Croce ed è precipitato sul sagrato, accanto alla Cappella Pazzi, senza provocare feriti. Il terzo pilastro di destra della navata centrale, sul quale è sistemato uno dei grandi capolavori del Rinascimento il pulpito ottagonale di marmo di Benedetto da Maiano si è spanciato. Il pilastro è stato legato con cavi di acciaio. Gli esami cui è stato sottoposto dovrebbero fornire una risposta sul modo migliore per poter intervenire. Le antiche lastre tombali sono state coperte con spessi cartoni per non farle consumare dalle scarpe di quel milione di visitatori che ogni anno entra nella basilica più famosa d'Italia. Si sta studiando come farle vedere senza calpestarle. Nella cappella Baroncelli il distacco di un frammento di affresco di Taddeo Gaddi ha fatto scoprire infiltrazioni che hanno bisogno di cure immediate. Il polittico di Giotto che si trova nella cappella è già stato «impacchettato», in attesa di essere trasferito in altra zona della basilica. L'altar maggiore è invaso da tubi Innocenti che sono serviti a restaurare parte del tetto e gran parte delle travi dipinte. Gli operai stanno sistemando i ponteggi sulla parte sinistra della basilica. Anche la cappella Niccolini quella dove Stendhal ebbe uno svenimento per la bellezza delle opere che stava visitando è praticamente inaccessibile. In questa area, per ora nascosta alla vista dei fedeli, si trova anche il ciborio del Vasari. In autunno si dovrà terminare il restauro del tetto e cominciare quello delle cappelle maggiori. Lo sponsor è un pittore dilettante giapponese, gran mecenate, che ha sborsato circa due miliardi di vecchie lire. Lo stanziamento non sarà sufficiente a completare l'opera affreschi, vetrate trecentesche, soffitti ma sarà un aiuto notevolissimo. «Per l'altar maggior dove si trova il Cristo del Maestro di Figline dice il direttore dell'opera di Santa Croce, Giuseppe De Micheli stiamo pensando a un ascensore, in modo da far vedere ai visitatori, ciò che stiamo facendo. Ci siamo accorti che la gente voltava le spalle all'Annunciazione di Donatello e si metteva a osservare gli operai che risistemavano le mattonelle del pavimento della chiesa. C'è molto interesse per il restauro. Pensando, quindi di mettere dei cartelli per spiegare ciò che si sta facendo. Installeremo una nuova illuminazione perché ci sono zone che rimangono buie. Cercheremo, se i fondi ricavati anche dalla vendita dei biglietti ce lo consentiranno, di scoprire gli affreschi di Giotto sulle pareti di sinistra, descritte dal Vasari e imbiancate nel Settecento». Per i prossimi cinque anni Santa Croce sarà un cantiere nel quale potranno accedere, dall'alto, con un ascensore, anche i visitatori.