Il sindaco promette i 170 mila euro necessari a completare i lavori E pensa a pubblicità istituzionali messe al posto dei «forchettoni» Un presito in nome del decoro di Ponte Vecchio. Di fronte all'impasse dei cantieri, ai ponteggi abbandonati, e ispirato dall'apertura del percorso del Principe, il sindaco Matteo Renzi si è fatto avanti: sarà Palazzo Vecchio a mettere i 170 mila euro che servono a completare il restauro dell'esterno del Corridoio Vasariano. Se li farà anche restituire, il Comune, in varie forme, tra cui proprio cartelloni pubblicitari. Ma questa volta niente «forchette», piuttosto annunci di mostre ed eventi con il marchio di Palazzo Vecchio. I ponteggi di Media Firenze, la società che dovrebbe gestire la raccolta pubblicitaria con cui doveva essere finanziato il restauro, sono vuoti da febbraio; niente teloni, niente griffe famose e neppure operai al lavoro. Dopo le polemiche esplose sull'«apparecchiatura» che sponsorizzava i supermercati Esselunga, nessuno ha più voluto mettere il proprio marchio su quel luogo violato; da ormai due mesi è rimasto soltanto uno scheletro di ferro davanti alle famose oreficerie. Ma la soprintendente del Polo museale fiorentino, Cristina Acidini, non vuole sentir parlare di abbandono: «Il cantiere non è abbandonato, è soltanto sospeso precisa ci sono stati episodi che hanno portato all'interruzione dei lavori. La soluzione era legata al commissariamento degli Uffizi, ma si è resa impraticabile con la sua revoca. Con la soprintendenza, la direzione regionale, il gabinetto del ministro e il Comune, stiamo cercando una soluzione per rimuovere questa forma di ponteggio, che effettivamente non abbellisce Ponte Vecchio. Daremo corso a iniziative sicuramente sostenibili», ha detto ieri presentando il percorso del Principe. Poi lo scatto in avanti del sindaco. Ha appena percorso l'attraversamento del Corridoio Vasariano, guarda i ponteggi su Ponte Vecchio dalle finestre ed esclama: «Potrebbe essere Palazzo Vecchio a prestare i soldi che mancano: chiederò subito una verifica ai miei uffici». La soprintendente Acidini annuisce senza chiedere troppi dettagli. Commenterà più tardi: «È una proposta generosa e risolutiva ma, come il sindaco, anche noi dobbiamo verificarla». Dopo gli scontri dei mesi scorsi, Renzi era partito fin dall'inizio dell'incontro con la soprintendente mostrando uno spirito estremamente pacifico: «Stiamo dando vita a una forma importante di collaborazione, ogni tipo di polemica o contestazione è fuori luogo» ha detto, contrariamente al suo assessore alla Cultura, Giuliano da Empoli, che sul Corriere Fiorentino di ieri aveva criticato la soprintendenza («vendo da Empoli su eBay», scherza poi Renzi). Il punto fondamentale per il sindaco è che «il commissariamento revocato pone numerosi problemi rispetto a tutte quelle questioni che sono passate dalla soprintendenza al commissario e poi di nuovo alla soprintendenza. Ci sarà uno slittamento nei tempi e il Comune non ha voce in capitolo». E gli orafi «hanno ragione a prendersela col cantiere di Ponte Vecchio. Se la soprintendenza non può mettere i soldi subito a bilancio, proveremo a capire se tecnicamente possiamo anticipare noi i 170 mila euro per concludere il cantiere, ma ci dovranno essere restituiti. Vedremo poi come, magari anche attraverso l'uso dei ponteggi per la pubblicità istituzionale». Gli uffici sono stati già al lavoro, perché il piano «salva Ponte Vecchio» non è semplice da concretizzare: primo, il Comune deve trovare il modo di giustificare questa spesa e prevedere la forma di rientro del denaro; secondo, deve comunque fare una variazione di bilancio, che richiede tempo. E poi il cantiere di Media Firenze non è l'unico su Ponte Vecchio: «C'è anche un cantiere privato», sottolinea Renzi. Qui si apre un nuovo capitolo: «Il Comune deve dare regole nuove per i cantieri. Non possiamo più permettere che vengano tenuti aperti dei cantieri brutti. L'aumento del Cosap (canone di occupazione del suolo pubblico, ndr) va in questa direzione, ma occorre fissare regole più dure». Con le nuove regole per i cantieri arriverà un giro di vite più generale sul tema del decoro della città. Il Comune sta lavorando a un piano «anti-graffiti» e degrado, che terminerà entro la fine di aprile: «Da maggio si parte con la sanzioni, saranno durissime. La città deve tornare un palcoscenico ideale per gli eventi, come quello della Notte Bianca, e invece ci sono ancora troppe cartacce, cicche e scritte sui muri». Poi, inevitabile, un altro annuncio: «Dopo i 100 punti, a giugno presenteremo i 100 luoghi da recuperare». Un Corridoio da signori riaperto per tutti Ma solo fino a luglio ZoomCondivideteStampaAscoltoTradurre Da oggi, fino al 7 luglio prossimo, siamo tutti principi e principesse. Pagando il biglietto, che costa 19 euro 18 per i giovani sotto i 25 anni e 6,75 per i giovanissimi ogni cittadino potrà godere a Firenze, da piazza Signoria all'Oltrarno, lo straordinario percorso che viene detto, appunto, del Principe, perché in antico era riservato ai padroni della città, i signori della famiglia Medici e agli ospiti più illustri. Il percorso, splendido, è lungo: parte dal cortile di Palazzo Vecchio, detto di Michelozzo, arriva nel Salone dei Cinquecento, guida fino ai panoramici ambienti della prima casa ducale di Cosimo dei Medici, e da qui, attraverso il cavalcavia su via della Ninna, entra nella Galleria degli Uffizi, che attraversa, per entrare infine nel Corridoio Vasariano. Questo, sorpassando dall'alto il Ponte Vecchio, guadagnandosi una vista speciale sulla chiesa di Santa Felicità, corre, sempre aereo, per sboccare in festa sul Giardino di Boboli. La riapertura periodica dell'itinerario, molto desiderato da ospiti e cittadini, è stata annunciata ieri mattina dal sindaco Matteo Renzi e dalla soprintendente al Polo museale Cristina Acidini, in un incontro lungo una specie di marcia rapida che giornalisti e fotografi hanno percorso in un decimo del tempo che i turisti potranno invece godersi. Bisogna sottolineare, però, come l'inizio della corsa inaugurale sia stato assai diverso dal previsto, e si direbbe non a caso. Con qualcosa di sottinteso, come l'impossibilità di fondere in un unico la voglia di dinamismo, di modernità, di rilancio della specificità di Firenze. La conferenza stampa viene trascinata via per trasformarsi in una specie di affollato, tumultuoso, annuncio di trattato diplomatico sul passaggio aere0, confine tra Comune e Stato. Come a dire: ricordatevi, tutti, che qui non comanda solo il municipio, ma anche, e molto, lo Stato. Strana atmosfera, insomma. Parla per primo, in piedi, il sindaco Renzi. Dice in sostanza: ce l'abbiamo fatta, grazie anche al piano di gestione dell'Unesco, rilanciamo l'indispensabile collaborazione tra Stato e amministrazione, capace anche di portare a comuni itinerari innovativi. La soprintendente Acidini, che ha alle spalle, certo senza sua colpa, le tempestose vicende dei cosiddetti Nuovi Uffizi, è misurata. Sembra conscia di dover toccare, più o meno di striscio vari scottanti argomenti, e dunque si limita a salutare il momento. Non può rispondere alle domande sulla mancanza della nuova impiantistica per il Corridoio, già oggetto di promesse precise con un finanziamento scomparso, né può ricordare le inutili discussioni sul disgraziato progetto che voleva strappare al Corridoio i suoi 715 autoritratti. Limita il suo compiacimento all'odierna festa per l'offerta temporanea di un principesco itinerario. Restano nell'aria, mentre si corre davanti ai fantastici autoritratti, domande e incertezze sul presente e sul futuro di una Galleria che il mondo intero ci invidia. Tutti sorridono, politici e osservatori, come principi in visita.