Tutti assolti per il crollo della chiesa di San Procolo avvenuto nel giugno 2005. Il tribunale ha assolto i dodici imputati, difesi dagli avvocati Tullio Padovani, Eriberto Rosso e Felice Cecchi, perché il fatto non costituisce reato. Nel dicembre 2006 con l'accusa di crollo colposo e danneggiamento di bene artistico, erano stati rinviati a giudizio i componenti della nobile famiglia Salviati, comproprietari dal 1700 della chiesa che si trova tra via Pandolfini e via de' Giraldi e che ospitò le messe per i poveri organizzate da Giorgio La Pira. Secondo l'accusa della procura di Firenze la famiglia Salviati avrebbe trascurato per decenni la manutenzione della chiesa, per questo nella notte del 20 giugno 2005 crollò il tetto dell'edificio, danneggiato dalle infiltrazioni d'acqua. Circa duecento metri quadrati di soffitto si sbriciolarono, facendo finire sassi e detriti anche sul marciapiede di via Pandolfini. Poche settimane prima del crollo gli eredi Salviati avevano ottenuto dalla soprintendenza il permesso di avviare urgenti lavori di manutenzione ma questo non è servito ad evitare il processo. La chiesa nel 1966 fu distrutta dall'alluvione e da quel momento la chiesa è rimasta chiusa mentre le opere d'arte finirono sotto la tutela della soprintendenza ai beni artistici.
FIRENZE - Giù il tetto della chiesa di San Procolo, tutti assolti
Tutti assolti per il crollo della chiesa di San Procolo avvenuto nel giugno 2005. Il tribunale ha assolto i dodici imputati, difesi dagli avvocati Tullio Padovani, Eriberto Rosso e Felice Cecchi, perché il fatto non costituisce reato. Nel dicembre 2006 con l'accusa di crollo colposo e danneggiamento di bene artistico, erano stati rinviati a giudizio i componenti della nobile famiglia Salviati, comproprietari dal 1700 della chiesa che si trova tra via Pandolfini e via de' Giraldi e che ospitò le messe per i poveri organizzate da Giorgio La Pira. Secondo l'accusa della procura di Firenze la famiglia Salviati avrebbe trascurato per decenni la manutenzione della chiesa, per questo nella notte del 20 giugno 2005 crollò il tetto dell'edificio, danneggiato dalle infiltrazioni d'acqua. Circa duecento metri quadrati di soffitto si sbriciolarono, facendo finire sassi e detriti anche sul marciapiede di via Pandolfini. Poche settimane prima del crollo gli eredi Salviati avevano ottenuto dalla soprintendenza il permesso di avviare urgenti lavori di manutenzione ma questo non è servito ad evitare il processo. La chiesa nel 1966 fu distrutta dall'alluvione e da quel momento la chiesa è rimasta chiusa mentre le opere d'arte finirono sotto la tutela della soprintendenza ai beni artistici.
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