Uffici comunali al lavoro: il Ponte, i piani Zona Falcata-Tremestieri e Mortelle-Tono, il Prg del porto Il Piano paesaggistico, Ambito 9, adottato il 23 dicembre 2009, ed avente già efficacia nel comune di Messina e in altri 68 della nostra provincia l'iter di approvazione definitiva è tuttora in corso non prevede disposizioni, ovvero eccezioni ai suoi divieti a tutela del paesaggio, per la progettazione e realizzazione, del Ponte. L'attuale progetto preliminare nazionale della mega opera esiste dal 2003 quando incassò il parere favorevole dell'Assessorato regionale all'Ambiente e fu trasmesso dal Cipe, che lo aveva approvato, alla Regione. Ma è anche vero che i successivi livelli della progettazione affidata dallo Stato al Eurolink, dovranno superare una nuova valutazione d'impatto ambientale, alla luce delle norme tra le quali quelle del Piano paesaggistico. Ma la fondamentale questione del Piano paesaggistico non riguarda, ovviamente, solo il Ponte. Interessa tutte le opere pubbliche e private in aree paesaggisticamente tutelate: basta una rapida lettura dei 63 articoli del Piano, che è stato redatto con i contributi scientifici della Soprintendenza di Messina. Si pensi, ad esempio, alle opere già previste dal Piano particolareggiato Mortelle-Tono e ancor di più a quelle del "Piau", il Piano innovativo in ambito urbano della costa tra la Zona falcata e Tremestieri, per il quale la sinergia tra il Comune, il Ministero, l'Autorità portuale e le FS è stata premiata anni fa, a Roma, con fondi. Si parla tanto, oggi, di Maregrosso e proprio all'interno del Piau non mancano certo tra aree ferroviarie da riqualificare, centri direzionali, residence universitari, e l'idea visionaria dell'«isola artificiale» le opere da armonizzare alla tutela del paesaggio. Tornando al Ponte, nei giorni scorsi, alla Soprintendenza si sono presentati alcuni rappresentanti del raggruppamento "Fenice Spa" che s'è aggiudicato il servizio di monitoraggio ambientale (40 milioni) per il controllo di rumori, inquinanti dell'aria e dell'acqua, e profili sismici delle future aree Ponte. La loro "visita" dipendeva dalla necessità di un semplice visto per una cabina. Su questo, ovvio, nessun problema, ma durante il colloquio non è sfuggito, appunto, che il Piano paesaggistico nulla prevede in relazione al Ponte. «E, al momento in cui è stato approvato, nulla poteva prevedere spiega il soprintendente Rocco Scimone visto che non è questo il compito di uno strumento sovracomunale di pianificazione di norme e strategie a tutela del paesaggio. Ma naturalmente chiunque ne abbia interesse, enti pubblici come soggetti privati, entro il termine previsto (il 5 maggio prossimo) potranno presentare osservazioni ed opposizioni». Così faranno sicuramente sia Palazzo Zanca che la società Stretto di Messina, con riferimento a una mega opera ritenuta strategica, a livello nazionale e internazionale quale è il Ponte nel giudizio del Governo. Per quanto attiene al Comune spiega il dirigente dell'ufficio Ponte e Programmi complessi, l'ing. Giovanni Caminiti il testo della proposta di opposizione sarà frutto di un lavoro sinergico del nostro ufficio, assieme ai dipartimenti Urbanistica, Viabilità e Sviluppo». Ma chi deciderà poi, a Palermo, sulle osservazioni al Piano paesaggistico? «Il parere finale dell'assessorato all'Ambiente sarà frutto dell'analisi dell'Osservatorio del Paesaggio, cui darà il suo parere, osservazione per osservazione, la Soprintendenza».
SICILIA - Piano del paesaggio: si varano osservazioni
Il Piano paesaggistico, adottato il 23 dicembre 2009, non prevede disposizioni per la progettazione e realizzazione del Ponte, nonostante sia stato approvato dal Comune di Messina e altri 68 comuni della provincia. Il progetto preliminare nazionale del Ponte esiste dal 2003 e dovrà superare una nuova valutazione d'impatto ambientale. Il Piano paesaggistico si applica a tutte le opere pubbliche e private in aree paesaggisticamente tutelate, comprese opere già previste dal Piano particolareggiato Mortelle-Tono e del "Piau". Il Comune di Messina ha presentato una proposta di opposizione al Piano paesaggistico, che sarà valutata dall'Osservatorio del Paesaggio.
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