«GRAZIE dellinvito, ma non siederemo al tavolo di progettazione della Biennale della cultura», che peraltro ora è ribattezzata Settimana dei beni culturali e ambientali. Così scrive Stefano Bassi al presidente della Camera di commercio, Vasco Galgani, a proposito delliniziativa promossa dal presidente di Confindustria Gentile con la collaborazione di Camera di commercio e Cna. Il presidente della Lega delle Cooperative spiega il suo dissenso da iniziative come le Biennali, che accusa di «distorcere la realtà». Fa lesempio delle due Biennali della moda degli anni 90 «che accumularono ingenti spese e poi non si fecero mai più». Spiega che «di queste esperienze si dovrebbe tener conto per domandarsi se a un così rilevante impegno di risorse finanziarie corrispondano obiettivi tali da dare profondità al ruolo culturale della città anche al di fuori dei fenomeni turistici». Niente sporadiche imprese calate chissà come, ma radici e linfa per le istituzioni esistenti. «Un rilancio internazionale di Firenze - continua la lettera - richiede risposte concrete. Cosa fare per il sistema museale? Per la Biblioteca Nazionale? Per lOpificio delle Pietre dure e i centri di ricerca universitari? Per rafforzare le Soprintendenze? Per la formazione degli operatori e la diffusione digitale?».
FIRENZE - Da Lega Coop un altro no dopo laeroporto: niente Biennale
GRAZIE dellinvito, ma non siederemo al tavolo di progettazione della Biennale della cultura, che peraltro ora è ribattezzata Settimana dei beni culturali e ambientali. Così scrive Stefano Bassi al presidente della Camera di commercio, Vasco Galgani, a proposito delliniziativa promossa dal presidente di Confindustria Gentile con la collaborazione di Camera di commercio e Cna. Il presidente della Lega delle Cooperative spiega il suo dissenso da iniziative come le Biennali, che accusa di distorcere la realtà. Fa lesempio delle due Biennali della moda degli anni 90 che accumularono ingenti spese e poi non si fecero mai più. Spiega che di queste esperienze si dovrebbe tener conto per domandarsi se a un così rilevante impegno di risorse finanziarie corrispondano obiettivi tali da dare profondità al ruolo culturale della città anche al di fuori dei fenomeni turistici. Niente sporadiche imprese calate chissà come, ma radici e linfa per le istituzioni esistenti. Un rilancio internazionale di Firenze - continua la lettera - richiede risposte concrete. Cosa fare per il sistema museale? Per la Biblioteca Nazionale? Per lOpificio delle Pietre dure e i centri di ricerca universitari? Per rafforzare le Soprintendenze? Per la formazione degli operatori e la diffusione digitale?.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo