Messa in sicurezza degli impianti e trasparenza per Priolo-Melilli-Augusta PALERMO. Disco verde della conferenza dei servizi al rigassificatore nell'area industriale di Priolo Melilli Augusta, che dovrà però sorgere tenendo conto di una serie di paletti in grado di neutralizzare il rischio ambientale per un'area che rimane altamente inquinata e che, proprio per questo, dovrà essere costantemente monitorata. È questo il risultato della seduta fiume che si è svolta ieri, nel capoluogo siciliano, all'assessorato regionale all'Energia e al territorio con l'obiettivo di esaminate con cura ogni aspetto legato alla realizzazione in Sicilia del mega impianto industriale da parte della Ionio Gas, società costituta dai colossi Erg e Shell. La conferenza, cui hanno partecipato anche i componenti delle associazioni e delle due commissioni dell'Ars Attività produttive e Territorio e ambiente ha apprezzato il progetto industriale che potrebbe rappresentare un volàno per lo sviluppo di quel territorio. Tuttavia, dopo una serie di polemiche sollevate anche da una parte del centrodestra, la conferenza ha sottolineato la priorità da assegnare a sicurezza e bonifica del luogo. E, seguendo una sentenza della Corte di Giustizia europea del 9 marzo 2010 che sancisce il principio che «chi inquina paga », la conferenza ha stabilito che, prima del via libera al rigassificatore, la Erg dovrà procedere alla messa in sicurezza di tutti gli impianti industriali della zona, dei capannoni e delle strutture fatiscenti, molte delle quali risalgono addirittura al 1950 e furono importate dal Texas e montate in loco. Il primo step prevede quindi una serie di condizioni necessarie al via libera alle autorizzazioni. La Erg dovrà anche procedere ad una adeguamento complessivo della zona secondo le norme antisismiche e dovrà altresì avviare la bonifica della rada di Augusta. Infine, dovrà utilizzare sistemi moderni per la trivellazione del gas e realizzare una struttura muraria in prossimità del rigassificatore, in maniera tale da costruire una barriera tra la rete ferroviaria e l'impianto industriale. La Erg dovrà inoltre costruire depositi interrati e avrà il dovere di comunicare agli abitanti del luogo tutti i rischi connessi all'attività, seguendo il principio della trasparenza e tenendo conto anche del fatto che la popolazione si è già pronunciata negativamente con un referendum sull'ipotesi di dare l'autorizzazione al colosso industriale. Sono queste, dunque, le condizioni verbalizzate e ritenute necessarie per la realizzazione dell'impianto. Ma non è tutto. I componenti della commissione hanno fatto sapere che contestualmente partirà una trattativa con i Comuni di Melilli, Priolo e Augusta, oltre che con la Provincia di Siracusa, per stabilire le «misure compensative» correlate alla realizzazione dell'impianto. Del caso, in mattinata si erano anche occupati i deputati Pippo Gianni, Salvino Caputo, Mario Bonomo e Vincenzo Vinciullo che avevano presentato un rapporto dettagliato sui rischi e sugli incidenti, elaborato dal servizio rischi della Protezione civile. I deputati avevano chiesto formalmente al presidente dell'Assemblea, Francesco Cascio, di nominare una commissione d'inchiesta in grado di esaminare tutte le procedure autorizzative finora raccolte dalla Erg. I deputati hanno inoltre denunciato «la singolare e preoccupante circostanza che tutti i funzionari regionali e statali che si sono occupati della vicenda, esprimendo dubbi o perplessità sulla realizzazione di questo impianto, sono stati rimossi o trasferiti, o addirittura declassati». «Dalla conferenza dei servizi ha detto Titti Bufardeci, assessore regionale alle Risorse agricole arriva un segnale chiaro che va nella direzione di rilanciare l'area industriale, cogliendo al volo questa importante opportunità di sviluppo». Per Bufardeci, «è positivo che la conferenza abbia stabilito di collegare prescrizioni molto rigide sul piano della tutela ambientale e notevoli interventi compensativi per la riqualificazione del territorio. E' la dimostrazione concreta che è possibile coniugare la politica energetica con la tutela dell'ambiente e con i vincoli dello sviluppo socio economico. Non dimentichiamo che il rigassificatore rappresenta la strada per salvare i livelli occupazionali di quell'area industriale ». Per la capogruppo del Pdl-Sicilia all'Ars, Giulia Adamo, «si tratta di un primo fondamentale passo verso la costruzione del rigassificatore di Melilli- Priolo che saprà coniugare occupazione e crescita sociale alla tutela e messa in sicurezza del territorio. Ciò si tradurrà nell'autorizzazione unica della Regione, previa stipula dell'accordo sulle misure compensative e equilibratrici, ovvero le opere riguardanti la riqualificazione ambientale del sito e la costruzione di altre strutture a scopo sociale».
SICILIA - Sì al rigassificatore in cambio della bonifica
Ieri, all'assessorato regionale all'Energia e al territorio, si è svolta una conferenza dei servizi per discutere la realizzazione del rigassificatore in Sicilia, specificamente nell'area di Priolo-Melilli-Augusta. La conferenza ha stabilito che la società Ionio Gas, costituita da Erg e Shell, dovrà procedere alla messa in sicurezza di tutti gli impianti industriali della zona, dei capannoni e delle strutture fatiscenti, prima di ottenere l'autorizzazione. La società dovrà anche avviare la bonifica della rada di Augusta e utilizzare sistemi moderni per la trivellazione del gas.
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