STINTINO. Le spiegazioni del sindaco di Stintino Antonio Diana non convincono gli ambientalisti. Per il Gruppo d'Intervento Giuridico e per gli Amici della Terra, infatti, la costruzione del contestato complesso immobiliare tra la Pelosa e la Pelosetta poggia su fondamenta giuridiche e amministrative inconsistenti. Di più: c'è una sentenza del Tar che cancella proprio il presupposto minimo sul quale potrebbe legittimarsi la costruzione di alcune migliaia di metri cubi di cemento a poche decine di metri dal mare. «Noi - dice Stefano Deliperi del Gruppo d'Intervento Giuridico - abbiamo presentato un esposto il 19 gennaio scorso su quel cantiere a pochi passi dal mare, dove muri e tetti sono cresciuti con una velocità vertiginosa». Nei giorni scorsi il sindaco di Stintino, Antonio Diana, ha risposto agli ambientalisti. Questa, in estrema sintesi, la posizione del Comune: la società sassarese Sos Appentados srl, titolare di un vicino hotel residence, ha avviato i lavori, dopo aver acquisito l'autorizzazione paesaggistica, nella seconda metà di novembre 2009, con una dichiarazione autocertificativa unica per la realizzazione di attività produttive Duaap, in base alla legge regionale 3 del 2008. In sostanza, si è resuscitata una convenzione del 1975 e il relativo piano di lottizzazione, approvato con una deliberazione Consiglio comunale di Sassari (allora Stintino era frazione del capoluogo). E più esattamente la numero 45 del 22 marzo 1972. In ogni caso, in seguito a un ricorso, il giudice civile del tribunale di Sassari il 30 dicembre dello scorso anno ha disposto la sospensione dei lavori per verificare la situazione. Una risposta che, come si diceva, non convince gli ambientalisti. Dice infatti Deliperi: «In realtà ci sono ben altri elementi che depongono per un'ipotesi di abusivismo edilizio riguardo a questo cantiere nato per realizzare strutture turistico-edilizie. Infatti, con la sentenza numero 118 del 31 gennaio 2009 del Tar Sardegna, sezione I, i giudici amministrativi hanno annullato la concessione edilizia 999 del 26 gennaio 1999 rilasciata dal Comune di Stintino e l'autorizzazione paesaggistica 15.330 del 22 dicembre 1998, emanata dal servizio regionale Tutela del paesaggio proprio per realizzare residenze turistiche in quel sito». Leggendo la sentenza del Tar si scopre così che il piano di lottizzazione e la relativa convenzione hanno perso la loro efficacia per la scadenza del termine decennale. Scrivono infatti i giudici amministrativi: «... la convenzione di lottizzazione tra il Comune di Stintino e la Sos Appentados srl è stata stipulata il 22 agosto 1975. Secondo il consolidato indirizzo giurisprudenziale, sebbene manchi un'espressa previsione normativa che disciplini il termine di efficacia dei piani di lottizzazione, si applica analogicamente il termine decennale fissato dall'articolo 16, comma quinto, della legge urbanistica per i piani particolareggiati. Pertanto, la convenzione suddetta risulta scaduta il 22 agosto 1985». E ancora: «La perdita di efficacia, come ha precisato la giurisprudenza del Consiglio di Stato, condivisa dal collegio, investe non solo la realizzazione delle opere di urbanizzazione previste nella convenzione, ma anche l'edificazione dei lotti». «Che dire - continua Deliperi -, c'è abbastanza per prendere quei provvedimenti definitivi che il Comune di Stintino ha recentemente comunicato di aver adottato nei confronti dell'abusivismo edilizio. Complice il clima cementizio del piano per l'edilizia regionale, calce e mattoni sono tornati in forze ad assediare le spiagge. Anche quelle di Stintino. Noi abbiamo fatto la nostra parte inviando esposti a tutte le autorità competenti e ora vedremo che cosa accadrà. Resta un'ultima considerazione: Come mai in due mesi nessun vigile urbano, nessun appartenente alle forze dell'ordine ha visto nulla?».
Il Tar: quelle costruzioni sono abusive. La denuncia ecologista sul villaggio tra la Pelosa e la Pelosetta
Il Comune di Stintino ha autorizzato la costruzione di un complesso immobiliare tra la Pelosa e la Pelosetta, a poche decine di metri dal mare. Gli ambientalisti hanno presentato un esposto per fermare i lavori, ma il sindaco Antonio Diana ha risposto che la società Sos Appentados srl ha ottenuto l'autorizzazione paesaggistica con una dichiarazione autocertificativa unica. Tuttavia, il giudice civile del tribunale di Sassari ha sospeso i lavori per verificare la situazione. Gli ambientalisti sostengono che la costruzione è illegale e che il piano di lottizzazione è scaduto nel 1985.
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